Rassegna storica del Risorgimento

LAMBRUSCHINI LUIGI
anno <1953>   pagina <173>
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Il cardinal Lambnischi ni, ecc.
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molto difficile, come avvertivamo aia da principio, risolvere inoppu­gnabilmente questioni del genere. Val la pena, però, di riportare un rap­porto che il conte de Sales, ambasciatore sardo a Parigi nel 1831, amico come già sappiamo dei Lambnischi ni, dirige al suo governo: qui, ci sembra, sono esattamente delincate le ragioni per le quali fu chiesto l'allonta­namento del Nunzio e non si parla di inadempienza da parte sua di devoirs impostigli dalla situazione, ma, piuttosto, di mancanza di esprit e di favo­revoli dispositions.
M. de Sainte-Àulaire, scrive il Conte de Sales l'8 giugno 1831, a demandé au cardinal B emetti, de la part de son Gouvernement et comme une chose très urgente, le changement du Nonce, parce qu'on ne trouve pas que depuis les évènements de juillet, il ait Vesprit et les dispositions qu'on voudrait lui voir. Le Nonce a reca hier cotte nouvelle de Rome et tout en lui annoncant les regrets quéprouve le S. Pére de devoir ceder à cette demandé, on Vautorise à quitter Paris en congé. aussitót, qu'il le pourra. Toutefois fon désire qu'il ne se rende pas à Rome que vers Vauiomne, afin d'avoir le tems de combinar ce que Fon pourra fa ire pour lui et retarder la fin de sa Nonciature. Le Nonce a Vintention de dire que sa sante Voblige d'aller prendre les eaux et de partir dans quelques jours pour Aix, où il s'arrétera jusqu'au moment oh il passera les Monts. Ce qui est arrivi à Voccasion de Grégoire aura sans doute contribué à cette determinaiion du gouvernement francais: M. Casi mi r Périer n'a pu obtenir du Nonce oVengager l'Archevèque à étre plus coulant sur ce que Fon voulait de lui pour que Venterrement de Grégoire ne donnàt pas lieu à des désordres... .
L'affare Grégoire fu dunque, il fatto occasionale che provocò il ri­chiamo e, se si vuole, con il Martin: ... la goutte d'eau crai fit déborder le vase.
Si può, però, senz'altro ritenere, dopo quanto già si è detto, che il richia­mo fosse in pectore per l'ima parte e per l'altra. Con questa differenza: che mentre il governo francese aspettava il Lambruschiui al varco per chiederne la sostituzione, la S. Sede, al contrario, confidando nella sua abilità, atten­deva forse, prima di decidersi, che la situazione politica e religiosa migliorasse trattenendo, frattanto, a Parigi un attento e scrupoloso osservatore soprat­tutto in relazione ai contemporanei avvenimenti d'Italia.
À questo punto ci si può domandare: se Roma avesse a suo tempo ascol­tato il suggerimento del Lambruschini non si sarebbe potuta risparmiar la mortificazione di aderire a un'espressa richiesta di richiamo del governo francese? E, ancora: il consiglio del Lambruschini, dapprima scartato, non fu messo in pratica poi, quando, dopo la sua partenza da Parigi, la rappresen­tanza della S. Sede in Francia rimase per diversi anni affidata a un semplice incaricato di affari ?
A tutto questo si potrà rispondere che il richiamo del Nunzio da Parigi, subito dopo la rivoluzione di luglio, sarebbe stato un atto in contrasto con il riconoscimento di Luigi Filippo e che, aderendo alla richiesta di richiamo, la S. Sede poteva sempre imputare il fatto a colpa del governo di Luigi Filippo.
É ARCHIVIO Situano DEL MINISTEUO DEGÙ APPARI ESTERI. Roma, Registro de pièce décbiffrées a. 51. Annesso al dispaccio n. 325 Ila data Indicata* -> J. P. MARTIN, op. ci'/., p. 67.