Rassegna storica del Risorgimento

LAMBRUSCHINI LUIGI
anno <1953>   pagina <174>
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Enzo Piscitela
Come si vede, dunque, la S. Sede si mise deliberatamente nell'atteggia­mento di subire. E, del resto, la procedura del richiamo fu molto curata da ambedue i governi per salvare il decoro eia forma: il governo di Luigi Filippo, richiesto il richiamo, si mostrò cortese con la S. Sede evitando ogni possibile rumore e la S. Sede, d'altro canto, agi per l'occasione con la massima cautela tenendo il Nunzio minuziosamente informato di ogni passo. Questa volta, anzi, la linea di condotta da seguire fu concretata di comune accordo tra il Lambruschini e il Bcrnetti. nuovo Segretario di Stato di Gregorio XVI.
Ai primi di luglio del 1831, il Nunzio, con il beneplacito della Segreteria di Stato, si allontana da Parigi per raggiungere Aix, in Savoia, ove si tratterrà qualche tempo allegando motivi di salute. A Parigi si vorrebbe subito un nuovo Nunzio e il Bcrnetti ne scrive confidenzialmente al Lambruschini. Ma questi, il 22 agosto 1831, risponde: A me pare.,, che il Gabinetto di SS. potrebbe facilmente far fronte alla pretesa del Governo francese dì aver subito un altro Nunzio in luogo mio, col fargli osservare francamente che il sistema costantemente seguito dalla nostra Corte fu sempre quello di non inviare un nuovo Nunzio a qualsivoglia Corona di primo ordine che per una causa qualsiasi temporaneamente ne rimanga priva, fino a che la pro­mozione generale dei Nunzi non abbia luogo ... Al Signor Conte di Sainte Aulaire poi si potrebbe presentare un altro riflesso che nel caso presente riguarda la sola Francia e questo è che se il suo Re è rimasto privo del Nunzio che atea prima del tempo in cui saria stato regolarmente cambiato, questa pri­vazione proviene da un fatto non della S. Sede, ma tutto suo proprio', fatto, dirò io fra noi, tanto più sgradevole ed ingiusto quanto è più manifesto che il Gabi­netto del Palais Rayal non aveva altro motivo di essere malcontento del Nunzio medesimo tranne la sola fondata sua persuasione di non poterlo sedurre coi so­liti suoi mezzi, né pregarlo per alcuna altra via a divenire il docile strumento nelV esecuzione delle sue mire che non ho bisogno di qualificare. Per questa unica e sola ragione egli ha cercato di allontanarlo, dicendo che non professa lo spirito della rivoluzione seguita, il che è verissimo . *)
Come si vede il Lambruschini insiste nella sua richiesta. E, questa volta, la S. Sede deve ascoltarlo: difatti, mentre ufficialmente afferma esser sua cura provvedere a una sollecita successione è ormai convinta che non è possibile nominar subito un nuovo Nunzio al posto lasciato vacante dal Lambruschini.
Il breve di revoca del Nunzio ha la data del 21 ottobre 1831. Lo stesso giorno il Bernetti invia una lettera al Ministro Sebastiani partecipandogli la notizia della chiamata del Lambruschini alla Sacra Porpora e comunican­dogli che, nell'attesa di nominare altra persona per l'adempimento di un così alto ufficio, Mons. Antonio Garibaldi, uditore della Nunziatura, resterà a Pa­rigi in qualità di Incaricato di affari interino della S. Sede. La lettera ha il solito tono ufficiale; ma ancor più fredda e usuale è la risposta del Ministro (in data 7 novembre 1831), ove non si trova neppure un accenno alle cose religiose.2)
lì A. 8. V. .Rubrica 248, 1831. Lettera particolare del LambruBcbini del 22 agosto 1831, già da me pubblicata Cfr. E. PISCITELI.!, op. ctt., pp. 127-130.
2) Ambedue i documenti il Breve di revoca in murata e la lettera di Sebastiani in originale - si trovano in A. S. V. Rubrica 248,1831 Pacchetto: Promossone alla S. Porpora di Mona. Lambruschini,