Rassegna storica del Risorgimento

LAMBRUSCHINI LUIGI
anno <1953>   pagina <175>
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Il cardinal Lambruschini, ecc. 175
Siamo ormai a un punto morto. E la situazione, com'è noto, non potrà esser presto modificata: lunghi anni trascorreranno prima che la S. Sede nomini un nuovo Nunzio a Parigi nella persona di Kaffaele Fornati (1843); si dovrà, frattanto, affermare e consolidare il partito cattolico e i governi via via susseguentisi dovranno ammettere che la protezione della religione cat­tolica da parte dello Stato è una garanzia per l'ordine morale e, soprattutto, sociale.
Ma il Lambruschini non potrà mai dimenticare i tempi trascorsi a Pa­rigi dopo le giornate di luglio, i sospetti dai quali è stato circondato, le pres­sioni subite, le accuse da molte parti rivoltegli. E per fermare i suoi ricordi nel tempo, per fissare le sue responsabilità, scrive mentre è Prefetto della Sacra Congregazione degli Studi tra il 1831 e il 1836 le Memorie auto* biografiche sulla nunziatura di Francia. *)
In esse, a distanza di tempo dagli avvenimenti del 1830, mentre la vita politica francese andrà via via assumendo carattere sempre più. conservatore, lascerà scritto in anticipo il suo testamento politico e dirà tra l'altro riba­dendo il suo persistente atteggiamento: Dio pur voglia che questo stato di politico letargo non ci meni a delle conseguenze ancor più gravi e che le po­tenze non cerchino di svegliarsi e di scuotersi quando il rimedio al male sarà divenuto o non più praticabile o troppo tardo. 2* Il Lambruscnini, dunque non si accorgerà neppure allora del profondo mutamento di indirizzo politico
1) Tra gli scopi che determinarono il Lambrnschini a scrivere le sue Memorie {storiche quello della confutazione delle accuse rivoltegli dal Capefigue è, come da principio avverti­vamo, uno dei principali. È bene, tuttavia, rilevare che, nella prefazione, egli dice: Anche noi abbiamo scritto la storia della nostra Nunziatura di Francia, ma l'abbiamo scritta per eseguire un dovere, per soddisfare all'animo nostro e coll'intendimento che non vegga la pubblica luce (v. L. LAMBBUSCHIOT, op. cit., p. XV).
Il Lambruscnini consegnò quindi, le sue Memorie un manoscritto non autografo -all'Archivio Segreto della S. Sede lasciando Ut cura di pubblicarle alla posterità. Un uomo politico che era stato spettatore di tanti avvenimenti, che aveva appena assunto o era alla vigilia di assumere (sempre che sia esatta l'ipotesi del Pirri che le Memorie fosse sostanzial­mente terminate nel 1836) la carica di Segretario di Stato del Governo Pontificio, nel pièno, dunque, della sua carriera politica, non poteva agire diversamente, non poteva scendere in campo senza esporsi a critiche e a commenti, senza smarrirsi nel labirinto della polemica.
Come la discolpa dalle accuse la non pubblicazione delle Memorie è un motivo pra­tico. Nel suo intimo, con o senza la pubblicazione, resta la fiducia nel trascorrere del tempo e nel giudizio sereno dei posteri, alberga la certezza che la verità faccia strada e che si faccia strada attraverso la storia, lux veritatis.
Religiosamente convinto di questo principio il Lambraschini cerca nel racconto di spo­gliarsi (e lo crede possìbile) delle passioni, di assumer la veste di storico imparziale. Storico dì se stesso e del mondo esterno. Come storico di se stesso, bisogna riconoscerlo, compie un no­tevole sforzo e raggiunge un importante risultato di chiarificazione autobiografica. Come storico del mondo esterno, scopre, invece, un grave difetto: quello della troppa immediata e interessata partecipazione agli eventi. Le sue Memorie toccano, com'è ovvio, fatti e uomini, avvenimenti di grande importanza le cui conseguenze sono tuttora in corso, personaggi ancora viventi e influenti, eppure, anche qui, il Lambraschini crede di raggiunger la verità, di essere esatto e obiettivo. Con tali limiti, il valore delle Memorie per lo stadio del pensiero e del carattere di chi scrive, lungi dal diminuire aumenta.
Se, poi, come abbiamo tentato di fare qui in alcuni casi, le sue Memorie verranno messe a confronto con. i rapporti trasmessi a Roma, nel perìodo della sua Nunzi tura, si potrà avere un materiale di indagine di straordinaria importanza per lo studio della sua personalità e dello sua condotta.
2) L. LÀMBKUSCHINI, op. cit,t p. 245.