Rassegna storica del Risorgimento
LAMBRUSCHINI LUIGI
anno
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1953
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Il cardinal Lambruschini, ecc.
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un limite alla sua azione diplomatica, indipendentemente da ogni concezione politica. In lui, però, più di quelle del diplomatico, si trovano forse e son visibili sin d'ora talune doti dell'uomo di governo pronto a impartire ordini e istruzioni, ad accollarsi la diretta responsabilità di decisioni supreme (e con questo, è ovvio, non intendiamo affatto dire che il Lambruschini avesse, in misura più o meno grande, le ben diverse doti dello statista).
H lettore... si convincerà dice il Lambruschini nella prefazione alle sue Memorie che la nostra diplomazia ha consistito non nell'arte biasimevole di fingere e trarre in inganno, ma nelle regole sole della prudenza evangelica; ohe l'uso di questa ci procacciò spesso la benevolenza è sempre il rispetto dei tanti Ministri coi quali dovemmo trattare; e che in fine ove fu d'uopo abbiamo saputo pronunciare il non licei degli Apostoli, e che l'abbiamo sostenuto con quella intrepida fermézza, che deve essere l'indivisibile compagna del Ministro Evangelico, dell'Uomo di Chiesa . 1)
In queste fiere parole sono, in realtà, i concetti informatori del credo diplomatico del Lambruschini; nondimeno la prudenza, come ormai sappiamo, non gli vietò di dar consigli troppo spinti al momento dell'emanazione delle ordinanze di luglio e di apparire o essere, in seguito, uno degli agenti di Carlo X in Francia.
ENZO PISGITELLI
APPENDICE
I.
N. 602 Oggetto: Cenni politici
Parigi, 26 luglio 1830.
Ecc.mo Sig. Card. Albani
Segretario di Stalo di N. S.
Roma Em.za Rei).ma,
Le attuali politiche circostanze della Francia fissano la mia attenzione come Jisseran quella di tutta Europa. XI tempo della gran crisi è giunto. Il risultato delle elezioni infelicemente non ha che troppo corrisposto alle mie previsioni. Il Ministero ha esitato molto sul partito da prendere. Dapprima aveva adottato quello di radunar il doppio Parlamento per esaurire tutti i mezzi della legalità., e poi punire la cattiva condotta dei Deputati col cassarne la Camera, e prendere altre misure convenienti al caso. Questo partito però esponeva il Re alla disgustosa necessità di presentarsi innanzi ad un'Assemblea che formava essa stessa un oltraggio per la Sua Reale Maestà: faceva inoltre prevedere de1 gravi inconvenienti il piti forte dei quali avria potuto essere quello di vedere la Camera stessa anche dopo il Decreto del suo scioglimento dichiararsi permanente per dar così quasi il cominciamene ad una politica rivolta. Questi riflessi sono stati poi sentiti e gustati dal Governo. Altronde posto che il Re è netta politica necessità
!) L. LAMBRUSCHINI, op. eh., p. XVr.