Rassegna storica del Risorgimento

LAMBRUSCHINI LUIGI
anno <1953>   pagina <178>
immagine non disponibile

178
Enzo Piaciutili
di prendere delle misure forti perchè non adottarle subito, quando il differirle potrìa aggravare maggiormente il male ? Analogamente a questo giusto riflesso il Consiglio Reale d'ieri ha decretato, e il Monitore ufficiale d'oggi ha rese pub' bliche due Ordinanze delle quali io son contento perchè politicamente parlando sono le sole che possano rimuovere i perìcoli da quali circondata trovasi la Mo­narchia.
Colla prima delle anzidette Ordinanze si sopprime la libertà della stampa, e si stabilisce la Censurai colla seconda si riforma la Legge delle elezioni nel senso monarchico e in modo da poterne ottenere un buon risultato. V. E. dovendo leggere questi due Documenti nel Monitore di questo dì io mi dispenso dal fargliene qui Vanalisi. Ora vedremo come anderan le cose. Forse il partito demagogico farà nascere qualche inconveniente ma il monarca è fermo. Egli ha detto che un Re deve morire a cavallo colle armi alla mano e non mai lasciarsi trasportare da colpevoli al Patibolo su di un vii carretto come fece Vinfelice Luigi XVI. Il Delfino esprime i medesimi sentimenti, i Signori Ministri agiranno tutti con intrepida realtà, ed io son persuaso che, ove pure nasca la necessità di una lotta, Varmata seconderebbe il Governo e che al Re sarà la vit­toria. Questo è il solo cenno che posso darle per ora sulle circostanze nostre. V. E. però vede quanto sempre più delicata e difficile vada a divenir la mia posi­zione... [Passa poi a parlare degli affari di Portogallo e della questione Algerina],
Umilissimo, devotissimo, obbligatissimo servitore L. Arcivescovo di Berito. *'
II. N. 629. Parigi, gli 11 ottobre 1830.
Ecc.mo Sig. Cardinale Albani Segretario di Stato di N. S-
Roma
Em.za Rev.ma,
La Segreteria di Stato ha creduto di consegnare al Signor Conte di Monte-squiou le nuove lettere credenziali, colle quali mi si accredita come Nunzio di S. Santità presso il Re dei Francesi. Poco dopo Varrivo di un tal Signore in Parigi, il Governo ed il pubblico conobbero non solo la ricognizione fatta dalla Santità di Nostro Signore e del Sovrano di Napoli del nuovo Re Luigi Filippo, ma si ancora la trasmissione dei nuovi mandati di credito ai due rispettivi am? basciatori di tali potenze. Io stesso avevo sentito parlare di tal cosa prima di aver tra le mani il piego di V. E. Rev.ma. Questa circostanza mi fece subito prevedere l'imbarazzo nel quale io ero stato messo per l'esecuzione delle ingiuntemi istruzioni, e la necessità di far uso di tutta la prudenza possibile, onde evitare le conseguenze che avriano potuto risultare da una condotta per parte mia poco riflettuta. I fatti non hanno tardato a giustificare le mie previsioni.
*) A. S. V. Bubdoa 248.