Rassegna storica del Risorgimento
1859-1860 ; VENETO ; VILLAFRANCA
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1953
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184
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Roberto Cessi
anni prima, è vero, egli era stato ammiratore del movimento insurrezionale italiano* e aveva seguito con commozione l'eroismo di Venezia. ') Ora però non poteva condividere alcuna simpatia per la politica sabauda, stimolata da ambizioni dinastiche , da mire di conquista , che mettevano ad ogni istante a repentaglio la pace d'Europa , né poteva associarsi alla politica di Cavour, al cui sviscerato amore per l'Italia rimproverava mancanza di sincerità. Benché non lo dicesse esplicitamente, in cuor suo pensava che l'Inghilterra, non meno della Francia, fosse poco favorevole all'ingrandimento del Piemonte, e, indulgendo all'interesse nazionale, egli manifestava le preferenze per l'adozione di un sistema federativo, che s'accostasse al tipo americano, regalando a Venezia libera, indipendente e sovrana, un principe spodestato in cerca di occupazione.
E in questa ipotesi era naturale che il Cobden formulasse serie riserve sopra la capacità economica del Veneto esausto e rovinato a sopportare l'onere di nn riscatto, certamente assai considerevole. I patrioti italiani, e specialmente quelli veneziani, ragionavano invece in modo diverso e con altro spinto; l'esperienza aveva maturato il convincimento di una soluzione unitaria, ed anche quelli, che per opportunità, come il Pincherle, non erano entusiasti dell'unione al Piemonte, allo stato delle cose ritenevano contrario all'interesse nazionale adottare il sistema federativo, e tanto più poi trasformare il Veneto in un principato, più o meno asburgico, esposto a facili usurpazioni sul fianco orientale sguarnito di difese naturali. Per queste considerazioni essi erano disposti a dar credito alla sincerità di Vittorio Emanuele nella sua ambizione di liberar l'Italia , e più ancora a quella del conte di Cavour, che ancor prima dello scoppio delle ostilità aveva assicurato i dubbiosi (il Pincherle ne faceva fede per esperienza personale) che non si trattava di una guerra dinastica, e poneva una esigenza intransigente, o tutto, o niente . La pace di Villafranca l'aveva deluso, ed egli se ne era andato. Facendo buon viso a cattiva prova, il Cobden mostrò di arrendersi alle spiegazioni del suo interlocutore, e, spregiudicato com'era, nonostante dimostrasse tanta disistima per Cavour, non rifiutò di incontrarsi con lui, nella stessa guisa che, liberale, ostentava dimestichezza col principe di Metternich.2)
1) Merita appena ricordare le accoglienze fatte al Cobden a Venezia in occasione del suo viaggio italico alla fine del 1847, largamente illustrate dal Marchesi e dal Lizier, e seguito con tanta apprensione dalla polizia austriaca.
2) Mettermeli non aveva cambiato né spirito né linguaggio. Ancora nel marzo 1859 scrivendo al conte Buoi in merito a talune allusioni di ispirazione bonapartista relative alla questione italiana in articoli di quel mese pubblicati nella Patrie , la classificava come une guarito, qui est et resterà un spettro jusqu'à ce qifelle sera rumiti definissable et par celti memo comprvhensibfe (C. J. BUBCKBABDT, Mriefo, cit., p. 224 segg.), e ribadiva la vecchia idea del carattere sociale del movimento rivoluzionario, che aveva investito l'Europa. Egli persi* steva a ravvisare nell'aspro duello tra Francia e Austria il cozzo non di due stati,, ma di due principi. Il perturbamento abbottatosi sopra l'Europa, egli scriveva al Buoi nel marzo 1859 (JSOBCKBAJIIJT, Dio Briefe àt.,j>. 226 segg.),non era una nuova rivoluzione , ma la continuazione di quella iniziata 70 anni prima, di natura sociale, che dopo aver scardinato l'edificio nel paese d'origine si era diffusa negli altri: ma, mentre in Francia aveva avuto compimento una vera rivoluzione, con la caduta del vecchio ordine e la costruzione di uno nuovo, e ogni sommovimento doveva giudicarsi allo stregua d'une revolution du palaia , ciò che accadeva negli altri sturi, era cause de bouleversement de tout l'ordre des choscs, qui consistite leur vie et leur existcnce . Ed oppresso dalla melanconia di notizie, che annullavano e paralizzavano le facoltà di pensatore e di spettatore du desarroi dans le quel soni entrée les intérets