Rassegna storica del Risorgimento
1859-1860 ; VENETO ; VILLAFRANCA
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1953
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185
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Il problema veneto dopo Vfflàfranca (1859-60) 185
Ma non s'arrese sul contenuto dell'aspetto finanziario. In lealtà questo èra terreno irto di difficoltà. Le semplificazioni introdotte sull'argomento dai patrioti non potevano non lasciar perplessi, anche per l'incertezza dei calcoli forniti dai loro autori.
Era comune opinione che il Veneto isolato non potesse addossarsi un onere capitale superiore ai 500 milioni, pari a un interesse di 25 milioni annui, mentre il regno dell'Alta Italia (senza tener conto dell'apporto delle Provincie centrali, che potevano ormai considerarsi parti integranti di quello), per testimonianza del Tecchio avrebbe potuto offrire disponibilità fino a un miliardo. *)
Il Pasini, cui il Pincherle comunicò nello stesso tempo che al Paleocapa i risultati del colloquio col Cobden, non era egualmente ottimista. 3) Il Veneto, secondo i suoi calcoli, sulla base delle risultanze dell'ultimo esercizio accertate (1857) non aveva che una disponibilità di 9 milioni (entrate 58 milioni, spesa 49 milioni) o al massimo di 15 milioni (qualora non fosse tenuto conto degli oneri del debito pubblico e dei prestiti 1854 e 1859, nella presunzione fossero conteggiati nell'ammontare del riscatto), mentre a copertura degli interessi del prestito da accendersi per il pagamento di 500 milioni, quale prevedibile compenso all'Austria per la cessione del territorio, ne occorrevano 38. H Pasini ricavava da ciò l'impossibilità, oltreché V ingiustizia, di riversare sopra una sola regione l'onere, che ritornava a vantaggio di tutta l'Italia (media e superiore), alla quale l'esclusione dell'Austria dal Veneto e il possesso del quadrilatero strategico come elemento difensivo consentiva un risparmio di 25 milioni di spese militari.
Di qui emergeva la necessità di attuare l'unione del Veneto alle altre Provincie d'Italia, per render tollerabile l'onere del riscatto (fosse esso fissato nella cifra di L. 500 milioni, o in una cifra superiore), e l'utilità dell'Austria di realizzarla per assicurar il compenso pattuito, accordando al nuovo stato le condizioni più favorevoli (riduzione delle spese militari, di amministrazione, di rappresentanza, di lista civile) a conseguire le maggiori economie con la rimozione degli imminenti pericoli, che ora sussistono .
In sostanza il Pasini si lusingava di poter far leva sopra il motivo finanziario, per arrivare indirettamente, ma sicuramente, all'annessione della Venezia al resto degli Stati sardi, annessione tanto necessaria militarmente ed economicamente . E per tale mezzo egli sperava di poter avvicinare Cobden a Cavour, e di guadagnare anche il consenso dei più. restii all* annessione , come aveva guadagnato, almeno in parte, il Tommaseo. Questi volentieri riprendeva i contatti col Cobden più per il ricordo delle trascorse relazioni che per convinta adesione alla tesi annessionista dei colleghi, i quali fondavano le loro speranze più sull'appoggio e sul concorso dell'Inghilterra che non della Francia
Ics plus grave de la società , quasi ritrovando ancora in è il vecchio spirito, vigorosamente riaffermava la fedeltà ai principi, eoi aveva informato la sua filosofia. Qaelque grave que eoit la positura, dans laquelle est place no tre Empire, faout capitulotion avec un prìncipe éxpo-serait celai-ci à sa mine .
3) Pincherle a Paleocapa, 30 gennaio, Appendice, tu 6.
2) Pasini a Pincherle, 4 febbraio (BONGHI, La vita, iit.. p. 777 aegg.)j Pincherle ad Àveaam, 16 febbraio, Appendice, n. 8,