Rassegna storica del Risorgimento

1859-1860 ; VENETO ; VILLAFRANCA
anno <1953>   pagina <192>
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Roberto Cessi
Agli inglesi bisognava far intendere che, se il pericolo austriaco rifletteva tristi effetti sulle carni di sudditi oppressi e perseguitati, non meno minac­cioso si profilava per Finteresse politico inglese con le rivendicazioni in atto di supremazia sopra tutta l'Italia. Il corpo elettorale, investito del problema, avrebbe risposto diversamente del suo governo ed avrebbe accettato con pia­cere ad argomento di un programma politico cuna nuova guerra fra Austria e Francia, come quella che, stabilendo definitivamente gli affari d'Italia, può sola condurre a una pace durevole .
SrPincherle e i suoi amici molto s'illudevano sopra la capacità degli uo­mini a comprendere il senso di umanità, che la vita reclamava, e a giudicare l'intensità dell'utile proprio nell'utile altrui. Si illudevano che il problema ita­liano anche nei più vasti riflessi internazionali potesse commuovere, laddove non'era nessuno oltre le Alpi, che, confessandolo o no, non giudicasse il problema italiano quale fattore marginale del più vasto equilibrio europeo, suscettibile di esser preso in considerazione, quando, direttamente o indiretta­mente, incidesse o si interpolasse fastidiosamente in una crisi generale. Ma fino a che questo non fosse accaduto, e fino a che le vicende italiane, con il mantenimento dello status quo, potessero esser isolate dal gioco internazio­nale, il racconto di vessazioni, di persecuzioni, di estorsioni, di sgoverno e di oppressione, atto a suscitare commiserazione e simpatia, non era mezzo ade­guato per promuovere un'azione politica e diplomatica di ampio respiro, diretta a creare un nuovo assetto nei rapporti continentali.
La polemica dell'emigrazione si industriò di inserire in un quadro europeo il problema italiano, e in particolare quello veneto; ma lo inseri di scorcio, facendo leva su motivi sentimentali nazionali e lasciando quasi nella penombra l'interesse europeo.
Alle proteste dell'anno precedente, e sullo stile di questo, il Gomitato di emigrazione raccogliendo ricca illustrazione dell'opera austriaca nel Veneto, prima e dopo la pace di Yillafranca, aggiungeva argomenti, non nuovi e non ignorati, ma sempre circoscritti all'interesse locale, che documentavano l'inu­manità del governo austrìaco. La relazione, redatta dal Meneghini e presentata al Cavour nel febbraio 1860 e poi resa per la stampa di pubblica ragione con corredo di testimonianze ufficiali od ufficiose, *) e non diversamente il Memo­randum, prodotto dal Comitato politico centrale veneto al corpo diplomatico residente a Torino, anche questo dato alla stampa e in italiano e in francese,2)
i) l?Austria nella Venezia, cit., p. 27; BAJIBIERA, op. cit., p. 489.
21 B.VHIUKHA, op. cù., p. 490. Il Comitato politico centrale veneto dopo la pubblicazione della relazione Meneghini predispose la stampa e la presentazione al corpo diplomatico a Torino in data 6 marzo di altro a veridico memoriale (Memorandum della Venezia presentato dal Comitato politico eentrale veneto ai membri del corpo diplomatico residenti in Torino, Torino, stamp. dell'TJn. tip. editr. 1860), che ri supponeva venuto da persone onestissime e autore­voli del Veneto. In esso riepilogando la storia compendiata della dominazione austriaca nella Venezia dall'epoca fittale dei 1797 sino al chiudersi del 1859, con riferimento all'ampia documentazione della relazione Meneghini, era ribadito l'impossibilità che l'Austria possa continuare pacificamente e senza pericolo per sé e per altrui il suo dominio nella Venezia, e conseguentemente l'impossibilità di un governo nazionale e civile in Italia, ovunque domi­ni l'Austria. Il problema veneto non poteva trovare altra soluzione ae non nel completo acco­glimento del voto nazionale sancito a suffragio universale nel 1848, pel quale in diritto fu sta­bilita la emancipazione assoluta della Venezia dall'Austria, e la sua unione integrale col regno costituzionale della casa di Savoia.