Rassegna storica del Risorgimento
1859-1860 ; VENETO ; VILLAFRANCA
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Roberto Cessi
3) impedire mia guerra europea; si adeguava all'orientamento e all'interesse della politica sabauda e interpretava il programma del partito moderato e del liberalismo italiano a quella aderente. Esso era recisamente contrario e per impostazione dottrinaria e per rigida funzione politica e sociale conservatrice e nazionale all'uso di metodi rivoluzionari e di posizioni internazionalizzataci, soprattutto, se di carattere militare
Ai liberali italiani ormai anche il metodo di compensazione territoriale, caldeggiato con la formula dell' inoricntamento dell'Austria, poco più di un decennio prima, da notevoli correnti politiche, *) quando ancora erano stimolate da qualche accento rivoluzionario, pareva non solo inattuabile, ma pericoloso. Ogni spostamento territoriale, che importasse un sostanziale mutamento dell'equilibrio continentale, poteva suscitare nuove cagioni di rottura fra le potenze d'Europa , da cui necessariamente sarebbe derivata la deprecata incognita della guerra europea , che non poteva più. entrare nei Calcoli del programma liberale italiano.
Perciò anche i più scettici, come il Paleocapa, circa la validità della soluzione del riscatto per danaro , dianzi oppugnato e quasi irriso come infondato e inattuabile, si adattavano a riconoscere a essa una ragionevole probabilità di riuscita , nella presunzione di persuadere l'Austria a sgombrare pacificamente la Venezia con la lusinga di giusti e larghi compensi , esclusi, ben s'intende, quelli territoriali.
Essi attingevano plausibili argomenti dalla situazione interna dell'Austria, la quale si trovava nelT impossibilità di restituire allo stato la tranquillità interna e farlo rispettato e potente col persistere nella politica di livellamento delle provincie componenti e deir assoluta unificazione di tutte le parti dell'impero. Sintomi palesi di crisi istituzionale si erano manifestati, oltre che tra le popolazioni, anche in seno agli organi dello stato, nei quali, come nel Consiglio rafforzato dell'impero, si era riflessa la lotta fra i bisogni e le aspirazioni delle nazionalità , destinata ad allargarsi ed accentuarsi, quando in esso fosse accordata ospitalità a veri rappresentanti delle varie nazionalità medesime, scelti liberamente dalle provincie . Il riconoscimento da parte del Consiglio della necessità di larghe concessioni , per impedire lo sfasciamento dell'impero, denunciava quanto profondo fosse il disagio politico, in cui questo viveva. Ma, si osservava, le concessioni, per quanto (larghe, accordate sotto questa pressione, dovevano necessariamente trovare un limite nella immobile salvaguardia di intangibilità del potere centrale , che avrebbe mantenuto l' incorporazione delle provincie venete in modo sicuro e permanente nell'ambito dell'impero.
Se ciò poteva valere per i territori d'oltralpe, slavi, magiari, tedeschi, legati da certa affinità e comunanza di secolari tradizioni, di costumi, di istituzioni, cui faceva difetto adeguato rispetto alle libertà e alle autonomie, in passato sempre godute, non già l'intrinseca incapacità di convivenza per organica antitesi politica, nell'ambito di comune ordine costituzionale, non era egualmente valido per le provincie venete.
La loro inclusione nel sistema austriaco non era stata effettuata in virtù di un equilibrio di forze, dal cui concorso fosse scaturito un aggruppamento
') Particolarmente dal Balbo (C.fr. A. AI.DEUTI, Cesar Balbo e la politico europta in Nuova Antologia, N. S., voi. 138 (1938), . 308 aegg.).