Rassegna storica del Risorgimento

1859-1860 ; VENETO ; VILLAFRANCA
anno <1953>   pagina <207>
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TI problema veneto dopo Villafranca (1859-60) 207
Pare che essi però si lusinghino del contrario e tengano per buon augurio l essere slato appunto adesso autorizzato il ministro di Francia ad accordare quella vidimazione di passaporto, che s'era prima ripetutamente negata. Ma io invero non faccio su ciò alcun fondamento e temo anzi die provi il contrario. temo cioè che si negasse quella vidimazione, quando si prevedeva che la missione a Parigi, mentre sfavasi discutendo a Zurigo, sarebbe venuta a recar noia a chi aveva già fermamente stabilito, quali dovessero essere le condizioni del trattato di pace; e che ora, che il trattato è ratificato, si riguardi la missione come innocua, perchè pronta sarà la risposta da darle, cioè che, pel trattato restando la Venezia provincia dell'Austria, non possono essere ricevuti né ascoltati emigrati, che pretendono avere il carattere di rappresentanti della provincia medesima.
Desidero ingannarmi anche in ciò; ma ad ogni modo, dappoiché potei scorgere evidentemente che le mie idee erano troppo discoste da quelle dei Comitati suddetti, io, non volendo lottare contro uomini più, energici di me e che han forse vedute più giuste, ho desistito affatto dal proseguire le iniziative suddette, me ne lavo le mani e torno a concentrarmi nel mio covo. Mi è sembrato però dovervi dare queste spiegazioni, perchè non crediate che non abbia apprezzate come meritavano le giuste vostre vedute e non mi fossi disposto a fare quel poco, che per me si potesse onde assecondarle.
Conservate voi per me, come io conservo per voi, i sentimenti della più sincera amicizia.
Vostro aff.mo amico [Paleocapa].
[Archivio di Stato, Venezia, Carte Paleocapa, n. 1070-1].
4. - PALEOCAPA A PASINI
Torino, 29 xbre 185(9). Carissimo amico,
Ho ricevuto solamente ieri la vostra del 23, forse a cagione delle comunica* zioni interrotto dalle nevi.
Mi conforta sentire che abbiate ragioni di credere che Napoleone abbia sen­tito il bisogno di pensare a noi e che comprenda la necessità di ottenere qualche cosa a nostro vantaggio. Ma siccome soggiungete che per iscritto non potete dirmi di più, così io sarei: tentato di darvi una risposta simile a quella, che voi avete data a Salvagnoli, cioè che le ragioni ignote non posso valutarle e che le note non mi persuadono punto.
Vi sarò grato, se potrete in questo proposito farmi sapere qualche cosa di più, perchè è lungi che sia improbabile che io ne sappia più o più presto di voi, giac­ché io non vedo quasi mai alcuno e m'astengo adesso tanto più volentieri dal tener relazioni con uomini politici, quanto che son dolente di quei mali umori e di quei rancori, che purtroppo son vivi fra i varii partiti.
A proposito dei Comitati dell*emigrazione veneta, che si sono formati qui e in altri centri, dite che, se la Deputazione, che meditano mandare a Paris, avrà un mandato più- largo, essa non farà male e potrà anzi giovare, osservando che i suoi membri, messi a contatto di persone più alte, sapranno adattarsi, alle circo-