Rassegna storica del Risorgimento

1859-1860 ; VENETO ; VILLAFRANCA
anno <1953>   pagina <212>
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Roberto Cessi
fortezze tedesche per sicurezza sua contro la discesa tedesca. GH raccontai le scene di domenica a Venezia e a Verona, e gli dissi che non era più. possibile frenare le popolazioni, e che uno scoppio era inevitabile, il quale condurrebbe o al patibolo o ad un massacro eie. etc.
Insomma io rimasi soddisfatto, se guardo al mio amor proprio, soddisfatto anche, se si vuole, per Ut nostra causa, in quanto che le simpatie sono grandi: ma la simpatia disarmata è come la neutralità disarmata della Repubblica Ve­neta. Speriamo sempre nella guerra (atto secondo), se l'Austria non preferisce l'oro al ferro, e nel lasciar fare dell'Inghilterra.
Panizzi mi raccomandò di non far chiasso delVintervista.
Mi ami e mi creda sempre [Avesani.
[Archivio Stato, Venezia, Carte Paleocapa, n. 1063].
6, - PINCHERLE A PALEOCAPA
Parigi, 30 gennaio 1860. Pregiat. amico,
Sono senza risposta all'ultima mia lettera, e forse la risposta era inutile, dopo che il Congresso è sfumato, il vostro Ministero cambiato.
Credo però d'informarvi del risultato d'un'udienza, che Avesani ebbe da lord Palmerston, e su questo proposito non potrei far meglio che spedirvi copia della lettera, che Avesani mi ha scritto.
Poi credo utile avvisarvi che ieri ebbi una conferenza di oltre due ore col sign. Cobden, e che durante questo tempo non abbiamo fatto che parlare della questione italiana, e specialmente della Venezia. Cobden è grande ammiratore del nostro periodo storico 1848-49, e mi dichiarò che in quell'occasione Venezia si mostrò veramente degna della libertà e dell'indipendenza.
Egli è intimamente persuaso che la migliore soluzione, che dar si possa alla questione italiana, nell'interesse di tutta l'Europa, quella sarebbe di persuadere VAustria a ceder la Venezia contro un compenso pecuniario, e voi, che sapete com'io la penso a questo riguardo, potete immaginare ch'io mi affrettai di dargli ragione. Discutendo assieme la posizione politicofinanziaria dell'Austria, fummo perfettamente daccordo che questa cessione era conveniente anche per l'Austria: io per la verità non veggo in ciò che la possibilità per l'Austria di tirar in lungo qualche anno di più, mentre Cobden crede invece che desso potrebbe rigenerarsi del tutto, facendo contemporaneamente alla cessione della Venezia delle grandi concessioni agli ungheresi, li quali, dice Cobden, vo­gliono bene riavere la costituzione, che possedevano prima del 1848, ma non ten­gono poi, come gl'italiani, ad essere divisi assolutamente dall'Austria. Io non volli combattere questa idea, nella quale d'altronde c'è molto di vero. Mi bastava che fossimo d'accordo su due punti essenziali, cioè: 1 che l'interesse europeo vuole il riscatto della Venezia; 2" ohe questo riscatto è conveniente per tutti, eziandio per l'Austria.
Restava a studiare in qual modo si potrebbero condurre le trattative, mentre è evidente che, quand'anche l'Austria sia convinta del suo vantaggio di cedere, desso non pud esser la prima a proporre il mercato, massime dopo che il suo