Rassegna storica del Risorgimento

1859-1860 ; VENETO ; VILLAFRANCA
anno <1953>   pagina <221>
immagine non disponibile

Il problema veneto dopo Villa/ranca (1859-60) 221
Quindi sono d'avviso die l'Inghilterra si opporrà energicamente a tutto ciò che possa far rompere la guerra né adesso né poi; e che se essa non vi riuscirà, la vedremo accostarsi a quelle potenze, da cui abbia meno a temere di un assetto politico finale, die leda meno i suoi interessi e le sue rivalità, e non sarà certo più il caso che VAustria resti isolata. Essa troverà chi la sostenga non per amore di lei, ma per timore della Francia e per timore di quei principi, il cui trionfo non i spaventa soltanto l'Austria. In conclusione io non credo che s'abbia a rinnovare la guerra e che, se la si rinnova, sarà di esito lontano e incerto. E intanto non dubito che voi conosciate assai bene a qua! punto arrivi il desolante stato della povera Venezia. Far conoscere questo stato a tutta Europa, potrà pur certo giovare e gioverà più che il racconto degli eventi del 1848 e 49 impreso dalla signorina Planat de la Faye, alla quale però professo anchHo grande riconoscenza ed alla quale porgerete i miei ringraziamenti pel volume, che mi ha destinato, ma che non ho ancora ricevuto. I casi attuali della Venezia mostrano ben più evidente­mente, che non possano averlo fatto quelli del 1848 e 49, quanto sia crudele e dissen­nato il giogo, che VAustria impone alle provincie venete tutte, e quanto sì-a dispe­rato il loro proposito di non volerlo sopportare e come tutte, non eccettuata Verona, che mai non si sottrasse al di lei dominio, mostrino. Ma purtroppo io credo che i nostri poveri compaesani si illudano, facendo fondamento su quegli eventi, che, come dissi, mi paiono di esito troppo incerto e lontano. Nò VAustria se ne com­muove punto. Avrete notato Vinvereconda falsità ed ipocrisia delle risposte date a lord Loftus dal conte Richberg nel tempo stesso, in cui si emanava da Vienna gli ordini più atroci contro la Venezia. Il proclamato giudizio statario non è più violento fra questi ordini. Ciò che passa ogni confine e che pare incredibile nel-Vattuale condizione della civiltà, è la disposizione portata dalla circolare, che il conte Bissingher dirigeva alle autorità provinciali in adempimento agli ordini del suo imperatore padrone. Questa circolare, che non so, se sia stata ancora pubblicata nei fogli francesi, ma che ormai si legge in tutti i fogli di Torino e di Milano di questi ultimi giorni e che vi mando qui unita, è una vera legge dei sospetti, e la sua enormità è tale, che, quando qui se ne sparse la nuova, io non potei prestarvi fede e la credetti apocrifa. Mail sign. Berretta, sindaco di Milano, che, come sapete, ha grandi affari anche nelle nostre provincie e che aveva potuto procacciarsela, assicurava che era ufficiale, ed ora non si può più revocarla in dubbio, tanto più die se ne vedono gli effetti palesi. Gli arresti di persone vaga­mente sospette ed appartenenti a tutte le classi di cittadini, che si spediscono nelle fortezze di Temesvar, di Pietrovaradino ed in altra, sono in grandissimo numero, e grandissimo è pure il numero di quelli, che, avvertiti segretamente da agenti stessi della polizia, han potuto fuggire o nelle Legazioni o in Piemonte. Ve ne potrei citar molti, che sono di mia conoscenza, e che certamente non sono i più, perchè dopo dodici anni di assenza la maggior parte mi sono ignoti. Intanto vi dirò i nomi di alcuni dei fuggiaschi, che, come io diceva, conosco, e sono: il conte Girolamo Michieli, Ving. Francesconi, Ving. Franceschi, il sign. Franceschi Zappetto, il cognato di lui Molinelli, Vavv. D'Angelo, Vavv. Bana, Vavv. Maran­goni, Ving. Boni, Varch. Meduna, il ricco possidente Zona (di Treviso), i nostri Gualandra e Lipracchi, e tanti altri, di cui ora non ho presente il nome; tutte persone distinte per capacità, e molte delle quali non si sa nemmeno compren­dere su qua! fondamento potessero esser prese di mira. Gli arresti intanto conti­nuano, e, di fuggiaschi, ogni giorno ne capitano qui e più ancora in Lombardia e ci raccontano casi, che veramente paiono incredibili, come quelli di persone arre-