Rassegna storica del Risorgimento
1859-1860 ; VENETO ; VILLAFRANCA
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1953
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Roberto Cessi
state in cambio dei loro parenti* che poterono fuggire, di persone, che dopo arrestate si riconobbe non essa" quelle, che si andava cercando, e di perquisizioni fatte in casa di famiglie per errore commesso dagli agenti di polizia, che presero sbaglio scambiando con altri i nomi e le case di quelli, che erano indicati. Il che in gran parte deriva da ciò, che quella turba di tristi impiegati di. polizia, che fuggirono dalla Lombardia, ebbero tosto impiego nelle provinole venete, surrogandoli ad altri, nei quali il governo non credeva poter riporre bastante confidenza, e che, non conoscendo il paese, commettono ogni sorta di prepotenze e di abusi, oltre quelli, che lor vengono ufficialmente imposti dalle autorità, da cui dipendono. Il terrore in quelle povere provincie e arrivato al colmo. L'emigrazione cresce a dismisura, ed io credo che stia dentro limiti molto ristretti chi la valuta ad oltre 50 mila indivi dui; altri la fanno ascendere a 70 e fino ad 80 mila. Ora è facile immaginare quale depauperamento rechi al paese la mancanza di tanta parteattivissima della sua popolazione e gli sforzi, che tutte le famiglie fanno, secondo i loro mezzi, per prò-curare soccorso ai fuorusciti; aggiungete le crescenti imposte, le estorsioni e i soprusi dei militari, le -cui esigenze dai comuni sono insaziàbili. Aggiungete le rovine cagionate dalla crittogama e dall'atrofia dei bachi di seta; aggiungete infine rinazione, a cui sono ridotte le manifatture e la cessazione dei commerci, e potrete farvi un'idea della crescente miseria e della rovina del nostro povero paese. I casi speciali, che si raccontano, son tanti e tali, che lacerano l'anima e fanno disperar di vederlo risorgere se non dopo una lunga serie di anni, anche quando le condizioni si facessero meno impropizie. Alcuni credono poter trarre da ciò la conseguenza che l'Austria conosca essa stessa di non poter conservar quel paese; ma io non la penso cosi (cancel.: perchè abbiamo troppo lunga esperienza) e credo invece che tutto debba attribuirsi alla tristizia dell'imperatore F. G. e di quegli uomini, a cui accorda maggior favore (coir, dì: dei partiti, che dominano alla corte di lui), appunto perchè lusingano e mantengono (coir, di: ne satollano e ne mantengono) le perverse tendenze dell'animo suo. E non meno ignoranti che inveleniti sempre più dai subiti rovesci confidano poter ridurre il popolo in tanta miseria da subire la legge e gridar alfine mercede e perdono. Né io credo punto che abbiano smessa la speranza, ottenuto questo primo intento, di riprendere l'influenza sugli altri stati d'Italia, né la deporranno, finché resti loro quella di suscitar torbidi (cancel.: in Francia è) nell'Italia centrale (cancel.: e far sì che non si compia quell'ingrandimento del regno sardo) e difficoltà interne ed esterne a Napoleone, tali che valgano a fargli abbandonare il pensiero dell'aggregazione dei ducati e più ancora quella delle Legazioni al regno di Sardegna. Che questo sia il sistema adottato dall'Austria, ne abbiamo nuovi indizi anche nel cambiamento del Governatore generale della Venezia. È opinione assai ben fondata che la corte imperiale abbia trovato non abbastanza energico e duro il procedere del conte Bissingen, e siasi sdegnata contro di lui, perchè abbia rappresentato nell'ultima sua gita a "Vienna la necessità di modificare alquanto la violenza e la vessazione, a cui son date in preda le Provincie venete, e che perciò sia stato mandato in vece suail conte di Toggenbourg, la cui ira contro gli italiani fu già cosi bene sperimentata, quando altra volta governò la Venezia. Alcuni trovano anche un'altra cagione di questo cambiamento nel divisa-menta di convertire in prestito forzato quel nuovo prestito, che anche da recentissime informazioni, che ebbero da Vienna i banchieri lombardi, pare che il governo austriaco voglia contrarre nàia somma di oltre 200 milioni di fiorini, quando non riuscisse conchiuderlo con case bancarie. E voi ben sapete (cane: quali mezzi) con quale violenza (cancel.: e con qual impru-