Rassegna storica del Risorgimento
1859-1860 ; VENETO ; VILLAFRANCA
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1953
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223
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Il problema veneto dopo Villa/ranca (1859-60) 223
denza si conducesse il conte di Toggenbourg), che dotta corte fu chiamata abilità, adoperasse il conte Toggenbourg in occasione dell'altro grande prestito forzate, che si ebbe Vimpudenza di chiamar prestito volontario. Il nuovo divisato prestito poi, che pare vogliasi per pròna cosa destinare a far fronte agli impegni della banca e ad impedirne il fallimento, vi sarà prova, se mai VAustria pensi per ora a recar qualche sollievo alla sue finanze colla rendita della Venezia. Se a commuovere per sentimento non d'umanità ma pel proprio interesse le potenze di Europa in favore nostro possa valere la cognizione dello stato materiale e morale della Venezia, egli è dei casi attuali piuttosto che di quelli del 48J49, che converrebbe, occuparsi per diffonderne la cognizione.
Io presentai già alcun tempo fa al ministro inglese e al conte di Cavour una memoria stesa da Pasini per dimostrare in guai modo siano state trattate le Provincie venete dopo la pace di Villafranca e smentire le svergognate risposte date dal co. Rechberg al lord Lofìus, che mi erano state fatte conoscere dal signor Hudson stesso. Più recentemente ancora il Comitato centrale dell'emigrazione veneta, che risiede qui a Torino, fece stendere una memoria su questo stesso argomento ancor più diffusa e documentata. Io non la conosco, ma so che essa fu già. presentata al co. di Cavour e che è intenzione del Comitato di farla pubblicare per le stampe: e spero che vi sarà aggiunta un'appendice, che parli degli iniqui eccessi di questi ultimi giorni, che non erano ancora avvenuti, quando la memoria fa compilata. Se la pubblicazione avrà luogo, ne riceverete, non dubito, alcune copie. E questa memoria mi pare che varrebbe il prezzo deWopera tradurre in francese ben più che i documenti del 48 e 49, che ormai son fatti storici pur troppo quasi dimenticati in tanto succedersi di nuove vicende e in tante questioni palpitanti di attualità, che tengono gli animi sospesi e trepidanti.
Conservatemi la vostra amicizia e credetemi sempre etc.
P. S. Avevo già dettata questa lettera, quando ora mi viene recato il pre* gialo dono del primo volume offertomi graziosamente dalla sign. Planai de la Faye, alla quale vi prego di presentare i miei più vivi sinceri ringraziamenti.
[Archivio Stato, Venezia, Carte Paleocapa, n. 1067-8-9].
10. - MEMORIA SUL MODO DI SALVARE LA VENEZIA
EVITANDO I PERICOLI D'UNA GUERRA
E DELLA CONTINUAZIONE DELLA RIVOLUZIONE IN ITALIA
Sarebbe affatto superfluo, benché vero e giusto, invocare a prò della Venezia il diritto storico e i fatti avvenuti dalla fine del secolo scorso sino ai dì nostri. Quelli che ricordano le glorie di meriti e di un governo, che stette incrollabile 14 secoli, che fu maestro di sapienza politica alla civiltà moderna, che fu baluardo' all'Europa contro la irruzione dei Mussulmani, che, rispettando la religione, non la confuse colla cieca superstizione, di cui si valevano i papi per conculcare l'autorità dei governi civili, e diede i più segnalati esempi di resistenza alla tracotanza della Corte romana; quelli che deplorano lo iniquo modo e la perfidia, con cui un gran capitano, sollevate le venete popolazioni, promettendo loro più. larga libertà, vendette poi il paese ali Austria col trattato di Campoformio; quelli che deplorano il triste fine, a cui venne la rivoluzione di Venezia del 1848, benché