Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; SPAGNA
anno
<
1953
>
pagina
<
232
>
MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE I
L'ARCHIVIO DELL'AMBASCIATA DI SPAGNA PRESSO LA SANTA SEDE
Anche il silenzio d'una fonte archivistica può talora essere eloquente. Come nel caso della vantata dimora di Giacomo Casanova presso l'ambasciata di Sua Maestà Cattolica a Roma in occasione del suo primo soggiorno nelle capitale della cristianità, sia esso cominciato, come pretendono i Me-moires, nel settembre 1743, o, come pensa il Gugitz, non possa aver avuto luogo prima dell'aprile 1744. *)
Se pure il palazzo della legazione della Corona di Spagna, che, un secolo fa, il Pistoiesi indicava nella sua Descrizione di Roma con parsimoniosa esattezza come quadrilatero con buone fabbriche; molte sono locande, ospitò mai l'autarchico gentiluomo ed autentico avventuriero.2) Perchè il fatto che il figlio della Zanetta cara al Goldoni e non a lui solo, si vera sunt exposha non appaia neppure una volta citato nei documenti, fino a qualche tempo fa conservati nell'archivio dell'ambasciata di Spagna presso la Santa Sede, autorizza tutti i dubbi, come abbiamo detto altrove, sulle troppo evidenti inesattezze e sulla accusatrice ignoranza con le quali egli parla delle cose e degli uomini del palazzo. A cominciare proprio dal padron di casa, quel cardinale Troiano Acquaviva, che monsignor Enriquez definiva, in un dispaccio del 24 settembre 1744 da Madrid al Segretario di Stato, addirittura la pietra dello scandalo del Pontificato, per cui abbiamo sofferto e soffriamo tante vessazioni. Di quest'uomo, che, a detta di molti, era in Roma più potente del Papa, e del suo palazzo quante cose avrebbe potuto dirci l'abatino mancato, se li avesse davvero conosciuti da vicino! Anche se la lettera del 17 ottobre 1745 del cardinale Valenti Gonzaga, oggi all'Archivio Segreto Vaticano, non poteva essergli nota quando si divertiva a comporre i Mémoires,3) per lo meno le proteste papali sul tipo di quella del 29 dicembre 1742 e le altre del Cardinal Segretario di Stato non avrebbero dovuto rimanergli sconosciute, date le sue asserite mansioni di addetto alla cancelleria dell'ambasciata. *)
Ma, sia questa ragione di conforto o di sconforto per la inesausta massoneria dèl>' casanovisti, l'archivio dell'ambasciata non conteneva nulla sulla dimora romana di chi, segnato dal destino, era nato in Calle della Commedia.
1 ) Mémoìre* de J. CASANOVA DB SKINGALT, Sciita par lui- ménte. Edhion nou velie publiie aous Ut direction de Raoul Vèxet Parigi, 1924, p, 207 e Bcgg.; G. Guerra. Giacomo Casanova und .-.airi Lebensroman. H istorisene Studìm su seincn Memoiren, Vienna, 1921, p. 16 e segg.
-ì E. PISTOIESI, Descrizione di Roma e suoi contorni con nuovo metodo breve e facile per vedere la città in otto giorni, Roma, 1853, p. 377.
3) A menu. Enriquez: La Piazza di Spagna è unii Ginevra, et il di lui Palazzo un covile di ladroni. Ivi sono fosse e cerceri; ivi quantità di gente annata con mule pregiudizi sull'anima. iyfcfii arrestano personeysf ìtonnentano e si rubbano; tanto ohe si può chiamare la splelonca di Cairn.. Ma Casanova, zitto.
*.) Ved. A. M. GmSAlBEnTl, Casanova hai mentila, in Giornale d'Italia, 28 dicembre 1950.