Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; SPAGNA
anno <1953>   pagina <233>
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L'archivio dell'ambasciata di Spagna presso la Santa Sede 233
E si dice conteneva perchè, purtroppo, non è più il caso di parlare al presente di quella magnifica raccolta documentaria, oggi trasferita aVArchino del Mmìsterio de Asuntos Exteriores a Madrid. H luminoso e accogliente salone del mezzanino, dove la cortesia squisita e la sorridente pazienza della signora Maria Luisa de Olarra erano sempre pronte al soccorso degli studiosi, non ospita più le molte curiosità e le prepotenti speranze di quanti avevano scoperto l'importanza di quella l'onte.
Perchè era veramente un complesso documentario di primissimo ordine quello che ha riunito fino al 15 gennaio 1953 l'archivio diplomatico, i codici della biblioteca e ? archivio dell'Opera pia di Spagna a Roma. *) Dopo la prima modesta raccolta dei Reales Despachos agli ambasciatori e delle mi­nute di questi alla Corte di Madrid (già, del resto, di qualche entità fin dagli inizi, se, alla morte dell'ambasciatore Gonzalo de Beteta, nel 1484, si ritenne opportuno cercare un rifugio sicuro per quei documenti), solo nella seconda metà del '500 l'archivio ebbe un suo titolare e non prima della fine di quel secolo si pensò ad un qualche ordinamento. Con il trasferimento dell'amba­sciata nella sede attuale, avvenuto nel 1626, si cominciò a provvedere ad una vera e propria sistemazione regolare. Anche incompleti cronologicamente e, per qualche parte, criticati per la distribuzione del materiale, gli ampi cata­loghi del benedettino padre Serrano e del francescano padre Pou y Marti costituiscono una sicura e preziosa guida documentaria per lo studio dei rap­porti tra la Spagna e la Santa Sede dalla metà del sec. XVI al 1850. 2)
Non c'è dubbio che, come afferma padre Pou y Marti, la pubblicazione di questi cataloghi abbia reso grandi servigi alla storiografia sia ecclesiastica, sia profana. Ma proprio per questo è sommamente spiacevole che di quel ma­gnifico archivio non sia più a Roma se non la sezione che riguarda gli avve­nimenti di questi nostri più vicini e più tormentati decenni, materia riservata ai politici e non agli storici, ai quali infatti, l'accesso, un tempo liberalmente aperto a tutti i documenti conservati nel Palazzo di Spagna, oggi è interdetto.
E proprio per noi studiosi di storia del Risorgimento il castigo è più se­vero. Perchè, infatti, in questi ultimi anni, seguendo l'esempio dato da Rug­gero Moscati, molti storici del Settecento e dell'Ottocento italiano avevano esercitato gli occhi sulle varie grafie delle Reales Ordenes e degli Oficios de la Embajada, conservati nei legajos dell'Archivio. Leopoldo Sandri vi aveva
1) VecL José M. Pou Y MAKTI. LOS archivos de la Embajada de Espana cerca He la Santa Sede, in Miscellanea archivistica Angelo Mercati [Studi e lesti, 165], Città del Vaticano, 1952, pp. 296-311. Dei fondi archivistici che erano conservati nell'archìvio esistono i cataloghi a stampa: L. SERRANO, Archino da la Embajada de Espafia cerca de la Santa Sede, I. Indice anali­tico de /òs '.!<: a tintilo:, del siglo XVI, Roma, 1915; J. M. Poti Y MAHTÌ, [idem], IL indice ano-lUico de los dor.ume.mos del siglo XVII, Roma, 1917; [idem], III. [id.] del siglo XVIII, Roma, 2921; (idem], IV. [id.J del siglo XIX (pr intera mitad), Madrid, 1935. Era in corso di compilazione 3 catalogo dai documenti della seconda metà del sec. XXX.
'-Ì) È singolare ohe manchi qualsiasi accenno a questi cataloghi in lì. SANGHEZ ALONSO, FtunUi de la bistorta capanola e hispano americana. 2*1* edicióu, 2 voli. Madrid 19271946. D'ora in poi sarà possibile seguire anche lo sviluppo della ricerca archivistica riguardante la storia spagnola attraverso la bella rivista bibliografica dovuta ali fervida, instancabile atti vita del prof. Jairae Vicens Vive*, dell'Università di Barcellona, Indie hi stori co espafiol, pu-blicación trimestral editada por ni Centro de estudios historicos ìnternacioitales, Univrrsidud de Barcelona, dcDa quale è uscito il I fascicolo (gennaio-marzo 1953)