Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; SPAGNA
anno <1953>   pagina <234>
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Alberto M. Ghisalberti
trovato documenti sulla spedizione spagnola dei 1849; 8 Carlo Zaghi e Vittorio E. Giuntella ne avevano tratto attestazioni e giudizi sugli avvenimenti del 1798-99; Emilia Morelli vi aveva rintracciato echi delle preoccupazioni del go­verno papale durante i primi anni del pontificato di Gregorio XVI e Maria Luisa Trebiliani attinto testimonianze preziose sulla crisi finale dello Stato pontificio; mentre a Federico Cnabod era stato concesso di esplorare quei fondi per epoca a noi più vicina. Ed ogni ricérca loro e d'altri ha dato buon fratto, sia contribuendo a chiarire qualche particolare momento delle rela­zioni tra Madrid e la Santa Sede nell'età del Risorgimento, sia rivelando documenti dei quali precedenti pubblicazioni avevano ignorato resistenza.
Per gli avvenimenti del pontificato di Pio IX riusciva particolarmente -utile questo archivio, soprattutto per la copiosa corrispondenza dell'amba­sciatore Martinez de la Rosa. L'antico liberale, il poeta squisito, che anche sul finir della vita non rinunciava a trasformare in delicato omaggio alla gra­zia femminile la spontanea ammirazione cui era fatto segno da una fanciulla,2* ci forniva pregevoli testimonianze di prima mano sulla inquieta estate romana del '48, sulla fuga del Papa, sul volontario esilio di Gaeta e sulla prima fase della nuova restaurazione pontificia fino alla propria definitiva partenza per Madrid (13 novembre 1850).
Liberale, si, in altri tempi, ma a Gaeta, di fronte al Papa e all'Antonelli, tra il Ludolf e l'Esterhazy, tra lo Spaur e il Butenev, non amava troppo gli si ricordasse quel suo passato. Quando, infatti, nella seduta dell'I 1 agosto della Conferenza, il rappresentante francese de Rayneval, ancora proclive ad una politica di tolleranza, di comprensione e di riforma, s'appellò diretta­mente al collega spagnolo per averne appoggio alla sua tesi proprio per quei lontani precedenti,3) il Martinez de la Rosa non negò, come risulta dal verbale pubblicato dal Capograssi, di avere contribuito à doter l'Espagne des libertés constitutionneUes et à faire repousser le regime qu'on prétendait y substituer et qu'on appelait alors effectivement le despoti sme éclairé, ma si affrettò anche a dimostrare che la situazione dello Stato Pontificio era completamente diversa, la questione di Roma doveva essere considerata sotto l'aspetto cattolico e non già sotto quello politico e, tutto sommato, era me­glio lasciar decidere al Papa. Colpisce, però, leggendo il suo rapporto del giorno successivo al proprio governo, vedere come don Francisco si guardi bene dal rilevare sia l'accenno del de Rayneval al suo antico liberalismo, sia la pro­pria risposta a conferma. *)
1) li. SANDRI, L'intervento militare spagnolo contro la Repubblica romana del 1849, in Rassegna storica del Risorgimento, a. XXXVII (1950), pp. 459-464.
2) e Tjua vez.... racconta U suo più recente biografo . Salia don Francisco, confundido con la multi)uri. de iinu fuuciòn lenirai. Un cuchichco levantabàse cn torno a su figura, tati uonocida, comò ocurrfa stempra que se presentaba en publìco, y destacandose entro el mar-mnlio, la voz de una damila quo ad verti a a la sefiora que junto a ella vaiiiLnaba : / Altro, marne l j Martine* de la Rosa ! - El poeta se vnelve bruscamente, destoca la bianca cabeza y, con deferente reverenda, replico? / Martinex solamente, sonorità Ij La rosa... es usted / L. DE SOS.V Don Francisco Martinex de la Rosa politico y poeta, Madrid, 1930, pp. 205-206.
'!) C'étatt une questuiti qui avait été spécialement débattue ebez I'un dea petiples, in-tcrvenant et a laquellc I'un dea plcntpoteutiaires ici présent avait pria dana le sena liberal la part in pitia glorieuae , A. CAPOCRASSI, La conferenza di Gaeta del 1849 e Antonio Rosmini. Roma, 1941, p. 171.
4) Al primo Segretario di Stato, 12 agosto 1849, A. A. S., Lvgajo ?T8.