Rassegna storica del Risorgimento
1851-1853 ; TOSCANA ;"GAZZETTA DEI TRIBUNALI"; GIORNALISMO
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1918
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Q. Rondoni
altri qualificati come pirati M MontècrMo, e de* quali i primi tre erano disertori dell'esercito sardo (avevano disertato dalla Spezia appunto nel '49) e si erano fatti accogliere da alcuni marinai su di una barca per andare a combattere negli Stati pontifici colle bande di Garibaldi. Invece finirono per essere indotti dai compagni a trasformarsi in pirati della peggiore specie : se non che lo svolgimento di questo processo, che destò la più viva curiosità e richiamò gran folla alle pubbliche udienze, esula in sostanza dal nostro scopo.1
La effemeride tesoreggiata fa risorgere vive e parlanti togate figure autorevoli di giudici e di avvocati non ancora dimenticate dai vecchi toscani, taluno dei quali tuttora vivente li conobbe ed ammirò; ci-trasporta in quell'ambiente giudiziario, ch'è tanta parte dell'ambiente sociale del quale rispecchia colpe, tendenze, passioni e virtù in modo cosi spiccato e caratteristico ; ci fa udire interrogatoli, requisitorie e difese colte dalle labbra di gente cosi diversa per condizione, uffici e cultura dai nostri bravi e diligenti stenografi in guisa da farci assistere a quelle udienze d'oltre sessantanni fa come se fossero di oggi. Indi in questi vecchi giornali è storia ed integrazione di storia non solo di eventi civili e politici, ma d'istituzioni e di sentimenti, di stato di animi, di cultura e di eloquenza forense, eloquenza questa, che insieme colla religiosa può dirsi madre di ogni altra.
Concludiamo, come già osservammo, che in Toscana la magistratura cercò non di rado, per quanto l'era consentito dalla tristizia dei tempi, di temperare, pur applicando la legge, gli arbitri dell' assolutismo, attenendosi rigidamente alle forme giurìdiche, e talora seguendo le norme della equità ; che gli avvocati, anziché improvvisare, studiavano e meditavano con nobile zelo le difese piene di logica e di dottrina,-propugnando, forti dell'ampia libertà loro concessa, le massime meglio conformi a quel progresso civile e politico al quale, confessi presentivano, era ormai sacra l'Italia. Ad eccezione ;djet processo contro il Guerrazzi, che può definirsi II capolavoro di quella reazione, e, prescindendo dagli atti tirannici dell'Austria, la reazione in Toscana cerco., invero un po' ipocritamente ed un po' per l'ambiente e per ingenita tradizione e costume, di conciliare un residuo di tolleranza colla oppressione nuovissima ed inusata, ma in fondo non fu sempre e veramente crudele, e perciò alquanto diversa da quella dei Borboni di Napoli, degli Stati pontifici e del Lombardo-Veneto sino a quando vi giunse viceré lo sventurato Massimiliano. Che sé in
' Wninerl 85. 86, 88 evfó anno Et.; 23 febbrai 4 o 12 morao 1858,