Rassegna storica del Risorgimento

BATTAGLIONI UNIVERSITARI ; UNIVERSIT? ; TOSCANA ; GUERRA 1848-1
anno <1953>   pagina <239>
immagine non disponibile

Studenti toscani alla guerra del 1848 239
gloriola di una passeggiata pacifica; e così resterà chiarito perchè, quando queste poetiche illusioni disparvero, il Governo toscano tentasse far ritornare alle Università Professori e Studenti, e a molti si diacciasse il facile entusiamo tanto, che il 31 di marzo, 10 giorni dopo la partenza, 50 militi del battaglione (per tacere degli altri Volontari) si erano prudentemente ricondotti in Pisa a zonzonare Sotto Borgo, a deliziarsi dei rintocchi del campano e a mangiar cèe. .l)
I genitori scrivevano ai figli richiamandoli a casa; d'altro lato lo stesso prof. Carlo Matteucci, commissario generale, rivolgeva ai militi universi­tari un indirizzo, nel quale, fra l'altro, diceva:
Tradirebbe lo Stato, tradirebbe l'avvenire di centinaia di famiglie chi volesse ancora, e inutilmente, costringervi al duro mestiere delle armi che non può farsi ormai che con un lungo, ma pur necessario sacrificio di libertà e di intelligenza, chi vi conducesse a languire, per mesi e mesi, a distruggervi forse, nell'assedio di un forte e dentro le mura di una città. Dirà la storia di voi che dalla vostra Università scaturirono le prime scintille della libertà italiana, che volaste a difenderla col brando, quando il barbaro la minac­ciava e che, cessato il pericolo, faceste atto di sapienza civile, riprendendo i vostri studi e così mostrando di comprendere il vero senso della civiltà cri­stiana. SJ
Ciò non ostante, negli studenti più potè l'amor di patria che il richiamo egoistico e pavido di queste sirene, per cui vari giovani universitari, dei più decisi e risoluti, non si limitarono a protestare contro l'ordine impartito, ma non si peritarono a dichiarare che, se il governo vi avesse persistito, essi si sarebbero adoperati per cacciare il granduca e instaurare la repubblica. Fu sotto l'influsso di questa minaccia che venne accordata al Battaglione la facoltà di seguire le milizie toscane sino a Reggio, ove stavano per dirigersi . 9J
Pertanto, il 6 aprile, il battaglione partì da Pontremoli per Fivizzano, trattenendo visi cinque giorni, cioè, sino al 12, quando, attraverso i monti Coperti di neve e l'imperversare di una bufera, verso le 3 pomeridiane di quello stesso giorno giunse alla Gabcllina.
La Gahellina (da gabella) era luogo di dogana. Oggi è una borgatella del comune di Collagna, cui dista dodici chilometri, in prossimità del valico del Cerreto. Allora era costituita da alcune casupole di pastori e da una grande capanna a due piani, che il Duca pomposamente chiamava caserma. Trovasi a mille metri sul livello del mare e le fan corona i giganti dell'Appennino settentrionale: il Cavalbianco (1853), il Casarola (1978), l'Alpe di Succiso (2016) e il Cusna (2121), la vetta più alta di tutto il sistema, dopo il Cimone (2165), ch'è nel Modenese. Luoghi orribili, li definì un civico; *) ed aveva ragione, che, se lo scenario è incomparabile nelle giornate di bel tempo, incute invero timore quando lassù si scatenano gli elementi. E, quel giorno, c'era
i) GHERARDO NERUCCI. JRieor4i fiorici dal Battaglione universitario toscano alla guerra tfindipundtnsa italiana dtl 1848, Prato, Stabilinicnto Lito-tipografico G. Salvi, 11191, p. XI. 2) ERSILIO MICHEL, op. cìt., pp, ,297-298. ) ERSILIO MICHEL, op. cìt., p. 29.9. *) L'Italia di Pisa, a. 1., a. 74, giovedì 13 aprile 18<18>