Rassegna storica del Risorgimento

BATTAGLIONI UNIVERSITARI ; UNIVERSIT? ; TOSCANA ; GUERRA 1848-1
anno <1953>   pagina <240>
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Renato Marmiroll
tormenta: neve, grandine, nebbia e pioggia un diluvio si alternarono accompagnando i volontari fino alla Gabellina. Acquartieratisi nella capan­na-caserma, ebbero abbondanza di paglia ma scarsità di cibo, che, per so­prammercato, fu anche non buono. Il mattino successivo, alle ore 5, con il sole e tutto quel candore nivale fu per i volontari uno spettacolo indi­menticabile il battaglione, dopo una/fa Busana per consumarvi il primo rancio, raggiunse Casteluovo ne9 Monti, ove prese quartiere ucl confortevole palazzo del Duca, una casa nella quale vennero trovate persino delle coperte di lana. Il Nerucci, allogatosi con altri sei o sette compagni in una stanza munita di camino, vi accese anche il fuoco per tutta la notte, dando cosi luogo a una dìsputa con il maggiore Corticelli, nel corso della quale la disciplina e la subordinazione ricevettero più di una contusione. *) La mat­tina del 14, il battaglione partì per Casina, che raggiunse verso sera dopo una sosta, per il primo rancio, fatta a Pecorile; indi, il mattino successivo si rimise in cammino per Reggio, ove entrò sull'imbrunire.
L'accoglienza che i volontari vi ricevettero, fu per loro stessa testi­monianza commovente, e l'ospitalità largamente generosa. Andarono loro incontro, a Porta Castello, le autorità cittadine, la guardia civica, sia di fanteria, sia. di cavalleria, con banda in testa, nonché i collegi civici; e folla d'ogni ceto. Giunti in piazza maggiore, vennero salutati con brevi, ma scelte parole, dal dott. [Luigi] Chiesi [membro del Governo provvisorio], che cercò di far risaltare quel che chiamano in questi militi eroica carità, nel voler dividere le fatiche e i pericoli de' loro fratelli Lombardi, avendo per questo lasciato le dolcezze della vita intellettuale e civile, di cui godevano all'Università .2)
Era stato disposto che i volontari venissero acquartierati in un vasto fabbricato sede del collegio convitto, nei pressi di piazza d'armi, ma, all'iu-fuori dei comandati di servizio e dei puniti, tutti furono a viva forza ospitati da privati. Fummo assaliti e strappati, per così dire, da que' buoni e bravi cittadini, che chi uno, chi tre e più di noi prendendo, vollero darci speciale ospitalità, né permisero che si rimanesse in caserma e sulla paglia . *) Tutti
1) Il Nerucci. stando a quanto ce ne dice egli stesso aveva un carattere alquanto infiammabile. Salito sul carro dell'ambulanza, perchè le scarpe nuove gli avevano prodotto abrasioni ai piedi, cosi che gli riusciva doloroso il camminare, gli convenne leticare con il vetturale, cui, per qualche parola traversa, fece fatto di dargli una boccata di fucile nelle costole. Giunto a Casteluovo ne' Monti e alloggiato nel palazzo ducale, mentre stava dormendo al dolce tepore del camino acceso, fu svegliato da un diverbio. Era il maggiore Corticelli egli scrive che pretendeva rimandarci di là, dicendo, esser quello il luogo degli Ufficiali e che il Molinarì, nostro aiutante, non contava nulla. Noi rispondemmo con buoni modi ai suoi cattivi, che allorché ci avesse/orniti di posto, avremmo lasciato quello; che non intendevamo che gli Uffizioli avessero a stare meglio1 di noi e che per loro si dovesse dormire all'aperto. E siccome egli, finalmente, c'insultò, rispondemmo forti paroln, dicendo che noi non eravamo gli Scolari di Siena e che avremmo fatto rapporto al nostro maggiore Monsoni, che riconoscevamo per nostro Capo. Lasciata l'ambu­lanza e salito con altri nove compagni nelle sue stesse condizioni su un barroccino per cinque pàoli a testa, litigo con il conducente. Finalmente, dopo soste a Casina e a Rivalla,] fu a Reggio, discendendo a una locanda noi pressi di porta Castello. Probabilmente, questa, è quella che oggi si chiama Isola Maddalena, quale pia prossima alla citta, oppure Posteria dello Montata , lungo lo stradone di San Pellegrino, ma assai .pift lontana (Gfr. NEHUCCI, op, cit.-, da p. 149 a p. 154).
f) L'Italia di Pisa, anno I, n. 77, giovedì 20 aprile 1848.
3) GHKHAHDO Nieuircci. op, cit., parte IV, n. 26, p. 470.