Rassegna storica del Risorgimento
BATTAGLIONI UNIVERSITARI ; UNIVERSIT? ; TOSCANA ; GUERRA 1848-1
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1953
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Studenti toscani alla guerra del 1848 241
vennero trattati con commovente affettuosità. Gherardo Nerncoi dolorando ai piedi venne, dal suo ospite Pellegrino Casali, servito in letto della colazione e condotto a passeggio in legno. H. I
Il giorno seguente Parrivo, cioè il 16, il citato maggiore Mossotti in un ordine del giorno ai militi rimetteva ai suoi dipendenti di decidere se arruolarsi in un corpo di volontari toscani, napoletani e pontifici comandato dal colonnello De Laugier, oppure tornarsene a casa, assecondando il desiderio dei parenti (... e del governo granducale); ma i giovani si recarono in folla alralloggio del De Laugier per iscriversi regolarmente fra le truppe volontarie. H venerdì santo, 21 aprile, due compagnie del battaglione parteciparono a una funzione religiosa, e la domenica successiva, giorno di Pasqua, nelle ore pomeridiane, in piazza grande, la Guardia civica donò al battaglione una bandiera tricolore, che, in una sola notte, era stata cucita e ricamata in una sala del palazzo municipale dalle signore contessa Emanuela Malaguzzi-Linati, Linda Fanti ne' Chiesi, Ester Bongiovanni ne' Fangoreggi (o Fangareggi), Orsolina Bongiovanni ne' Pieroni e dalle contessine Luisa e Laura Prini sorelle. La cerimonia fu breve semplice commovente, improntata a schietti sentimenti di solidarietà nazionale: vi assistevano, naturalmente, in armi, tutte le compagnie del reparto con i rispettivi ufficiali. Giovanni Grilenzoni, patriota di vecchia data e colonnello della Civica reggiana, pronunciò un caldo discorso di circostanza, elogiando, tra l'altro, il contegno esemplare tenuto dai giovani scolari durante la loro dimora nella città e non risparmiando invettive contro il governo toscano che richiamava quei " baldi militi, e contro i padri che brigavano per il loro: ritorno ai propri lari . 2) Parlarono anche il cav. Luigi Chiesi e, dal balcone del palazzo comunale, padre Alessandro Gavazzi, quel che il Carducci chiamò il ce Savonarola delle piazze.
La mattina seguente, il battaglione parti per Brescello e quindi per il campo, o fronte come oggi si dice.
Tra coloro che ospitarono volontari fu il conte Giorgio Signoretti, il quale abitava in strada maestra Santa Croce, in una casa di sua proprietà all'attuale numero 31. Ultimogenito di cinque fratelli (tre maschi e due femmine), si era addottorato in legge, ma non esercitava la professione del legale. Ricco* amministrava il proprio patrimonio, e, per il restante, si occupava di teatro. Non mi risulta ch'egli abbia preso parte attiva alla vita politica del suo tempo. Il fratello suo Giuseppe, invece, sì, e con tendenza duchista, tanto è vero che fu podestà di Novellala. La sera del 19 gennaio 1849, anzi, ebbe a subire qualche noia per aver partecipato, in casa dell'ex podestà conte Giulio Parigi* a Porta Castello, a una riunione delle guardie nobili del Duca, riunione che venne disturbata da incidenti di piazza. Uscito da casa Parigi, e non avendo più trovata la sua carrozza, si fece portare una sedia, che, essendo affetto da una pinguedine mostruosa e morbosa come ne scrisse La Concordia di Torino non poteva neppur camminare* Venne insultato dai popolani più accesi e durò fatica a ritornare a casa quando la sua vettura, con il BUO più che prudente cocchiere, giunse a rilevarlo. Il conte Giorgio, no,
J) GHERARDO Hfsutscet, òp. eia, pp. 168-170. 2) ERSILIO MICHEL, op. cit. p. 307.