Rassegna storica del Risorgimento

BATTAGLIONI UNIVERSITARI ; UNIVERSIT? ; TOSCANA ; GUERRA 1848-1
anno <1953>   pagina <243>
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Studenti toscani alla guerra del 1848 243
Il dado ormai è tratto, ed anche il Granduca manda truppe sul Po. Il Morandi prende coraggio a parlare più liberamente e il 10 aprile tor­nato a Pisa scrive al suo amico:
Ora più apertamente posso scrìvergli, ora che incagli politici non fanno più temere che le lettere siano arrestate dalle mene di una polizia infame fortunata­mente caduta, mi faccio un piacere di dirigerli due righe, non tanto relative a me, quanto alle notizie del paese. Io limitatamente al Battaglione Universitario ero partito da Pisa alla volta della Lombardia, e dopo un'ininterrotta marcia di 15 giorni s'arrivò a PontremoU, dove determinazioni governative ci dicevano che il Battaglione si scioglieva, e che i nostri Professori parimenti si staccavano dal corpo: in queste risoluzioni noiose piti di 80 giovani ritornarono in Pisa per procurarsi il necessario ad una lunga assenza, e quindi come corpi franchi ve­nire immediatamente alla volta di Reggio. Ora sentiamo che quella parte del Battaglione che era restata in PontremoU, dopo una fervida dimostrazione fatta colà il Governo Vabbia lasciata venire verso il campo Nazionale. Io ho scritto una lettera a mio zio dove le dimandava contezza circa la sua posizione attuale e se il bisogno lo richiedesse volerei per assisterlo, e nello stesso tempo far parte della Spedizione delle truppe volontari. Prima di partire inconsideratamente di qui io la pregherei ad informarmi di tutto, e da una sua lettera prenderei il partito che mi venisse consigliato. Tanto aspetto dalla di Lei amicizia. Un Battaglione di soldati Napolitani è passato questa mattina da Pisa, e viene alla volta di Reggio, in Livorno si attendono 12 mila Napolitani tutti per la stessa destinazione.
In Toscana Ventusiamo popolare è al colmo, e il numero dei volontari sa­rebbe assai considerevole, ma convien dirlo che il Governo Toscano che ha sempre trattato i suoi popoli a decotti di Papaveri, e lattughe, anche in questo momento non sa spiegare quell'energia die sarebbe indispensabile. Ha fatto perdere un tempo prezioso in marcie di inutile momento, anzi che spingere delle colonne costà dove il bisogno era imminente.
Un altro suo amico il reggiano Francesco Manedini, con il quale il conte era in rapporti sempre a cagione di quella tal miniera della Castellina il 12 settembre 1848, da Pisa, riferendosi alla rivoluzione livornese provo­cata dalla mente letteraria e retorica del Guerrazzi gli scrive:
;.... Le notìzie di Livorno sempre poco buone, sebbene da due giorni regni pace tranquillità perfetta, nullameno il signor Guerrazzi non trova 150 persone per fare la sua Guardia Municipale! Avrai letto il bellissimo articolo di Azeglio sulle cose Livornesi! Ieri sera giunse la notizia che Messina non è più.! Gli Eroi Siciliani seppero mantenere il loro giuramento! Mi duole che Vaccettazione del* VAustria sia avvenuta cosi tardo, perchè veggo che V'Armistìzio verrà prolungato di due settimane. A Torino si è aperto un Comitato di cui presidente è Gioberti, per tutelare e iniziare in qualche modo V indi pendenza Italiana. Vedi Rivista del-l'Indipendenza Italiana in cui sono addetti Giovanni ni, Bianchi, San Vitali, Malmusi, Mingitela. In Pisa si concentrano sempre forze Civiche, Fiorentine e Senesi pare per Livorno.
La seconda è di dieci giorni dopo, ed è scritta da Genova, dove il Manfré-? dini si era trasferito, percorrendo il tratto da Sarzana a Bracco in carrozza e il rimanente a piedi in due giorni e sono più di quaranta miglia piemontesi che sono più lunghi dei nostri. Egli eoa) informa l'amico, dopo altre notizie sui loro affari:
Non voglio parlare d'affari politici, perchè sono della tua opinione e con noi molti altri. Qui tutti sono nel militare, ma i preparativi di guerra sono leggieri,