Rassegna storica del Risorgimento

BATTAGLIONI UNIVERSITARI ; UNIVERSIT? ; TOSCANA ; GUERRA 1848-1
anno <1953>   pagina <245>
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Studenti toscani alla guerra del 1848 245
che formano la parte migliore della Società, è orribile! La guerra dell'Indi* pendenza dovea costare grandi sacrifizi, questo l'ammetto, ma non so ammettere che certi uomini che sono i Sacerdoti delle Scienze, gli Apostoli dell'incivilimento debbano rischiare della vita troppo sacra per essere gelosamente conservata. Le perdite della Toscana non sono state di soldati, ma di Uomini! E l'Università Pisana nella morte di un Pitta, e di un Montanelli, è stata per due lati sfiorata nell'apogeo della Scienza.
Il giorno 10, sempre da Brescia, soggiunge:
Questa città è piena, zeppa di militari fra Toscani, Napoletani, Piemon-tesi, e Studenti Lombardi, vi saranno quasi 9 o 10 mila uomini. Il brio di questa popolazione è incredibile, la cura che ì Cittadini, ed in specie le Signore, si pren­dono per Fassistenza dei feriti è tale, che non lascia di meglio a desiderare. Dopo i sanguinosi fatti di Curtatone, e Montanara, il Battaglione Universitario va per consunzione, stante che tutte quasi le famiglie toscane richiamano i loro figli. Al Battaglione in massa dispiace sommamente il vedere come lentamente, len­tamente si vada sciogliendo, ma d'altronde pare non vi si trovi riparo. Gli stu­denti Lombardi partiranno in 1500 alla volta del Tirolo fra pochi giorni. Per dirle schiettamente v'ha un malcontento in tutti i corpi dei volontari per le improvìde misure dei vani governi, e per i mali trattamenti cui devono andar soggetti. Egli è un fatto, considerando le cose nel suo vero aspetto, che appare chiaramente dalla fina politica di C. Alberto, voler esso che tutta la gloria in Lui si concentri, tener in pochissimo conto i diversi corpi volontari, e intanto la­sciarli esposti ai maggiori pericoli, qualche volta in falsissime posizioni senza comprenderli in quella strategia militare che regola i movimenti delle sue truppe. Io ho parlato con molti della colonna Manara che si lagnavano fortemente. E di più nei corpi dei Volontari fa ira il vedere tanta uffizialità (non aventi d'Uffi-ciaK che lo Squadrone!) esser ben pagati, ben serviti, mentre tutti i comuni che d'altronde la più, parte sono persone avezzi olii stessi comodi della vita, aver un miserabile Soldo, e soffrire tutti i disagi della guerra: questo per me è un pro­cedere senza giustizia, e' contro lo spirito di fratellanza. Si vorrebbe in una pa­rola che anche i Signori Uffizioli fossero soldati della Patria, e non delle 12 lire al giorno.
Io sto a vedere ancora un poco come cambiano le cose, e se vedo la più parte ritornare, faccio un mezzo giro a destra passo da Milano, et pedibus ealcantpbus] me ne vengo a Reggio.
La mia salute a poco a poco ritorna. Il 19 giugno egli era ancora a Brescia, donde scrisse all'amico suo che il Battaglione universitario era stato sciolto per ordine superiore e che quelli che resteranno s'intendono arruolati per un tempo determinato.
Indi proseguiva:
10 come Ella sa, stanti i miei studi, non posso, ne debbo farlo; è perciò, che questa sera stessa parto per Milano, e di là verrò a Reggio. Avendo dovuto fare varie spese per ri-equipaggiarmi alla meglio, mi abbisognano per fare il viaggio altri denari. Ricevo perciò dal sig. Lineiti e Pirla Napoleoni d'oro effettivi due, previa ricevuta, e prego la gentilezza sua voler pagare Vequivalente alla ditta Li-netti di Reggio. [...] Lettere giunte da Napoli assicurano la fuga del Re e rivo­luzione completa in tutte le Calabrie, e in tutta Napoli.
11 Morandi partì, difatti, per Milano, ove ebbe rinnovate le accoglienze reggiane. Ne scrisse all'amico il 23: