Rassegna storica del Risorgimento

BATTAGLIONI UNIVERSITARI ; UNIVERSIT? ; TOSCANA ; GUERRA 1848-1
anno <1953>   pagina <246>
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Renalo Marmi mi i.
Io era con altri due giovani studenti ed entrati in Milano col sacco alle spalle si volle in quella foggia fermarsi un pò1 dì tempo ad un caffè; non appena entrati che 60, e più Signori ci circondano, e saputo che eravamo studenti ognuno volea condurci in propria casa. Un certo Signor Cameroni volle ad ogni costo s'andasse tutti tre in casa sua, ove ha messo a nostra disposizione uno de' migliori quartieri del Palazzo, ed un servo a* nostri comandi. Il Sig. Cameroni è uno dei Membri del Circolo Nazionale, che anzi questa sera noi siamo invitati ad in­tervenirvi. Un altro Sig. Lebrun, uno de1 primi Negozianti di Milano volle ieri si andasse a pranzo in sua casa, dove tutto era montato alla Rococò con tutta l etichetta Parigina. La si figuri se noi Soldati possiamo far da Galanti ! 1 ! Egli con carozza ci ha condotto di già, a vedere i migliori stabilimenti. Gallerie, Club, Biblioteche, Teatri, Chiese ecc. ecc. Dimani l'altro vogliono condurci a Monza.
10 contavo di venir subito a Reggio, ma non mi vogliono lasciar partire. Nella futura settimana spero che potrò abbracciarla.
t(c ajfc. -
Anche lo studente Carlo Costa Regni ni fu presente al combattimento del giorno 29, restando ferito leggermente al collo. Trasferitosi con il battaglione a Brescia, venne colto da febbri intermittenti, per cui fece ritorno a casa, arrendendosi finalmente alle pressanti istanze dei genitori.
11 padre suo, Michele, era stato ufficiale napoleonico e nel '48, con il grado di tenente colonnello, venne destinato al comando superiore in Luni-giana. Ma egli si riteneva tenuto in disparte non ostante i suoi meriti, e di ciò si lagnava anche con il figlio. Ma se ben si guarda era un po' di quelli dell'armiamoci e partite, che troppa è l'insistenza con che incitò il figlio a tornare a casa a campagna appena iniziata e proprio mentre l'Italia aveva bisogno del braccio di tutti i suoi figli.
Il 16 aprile, da Pontremoli, egli scrisse all'amico e Figlio Carissimo: Profitto di una occasione che mi si offre in uno scolare che raggiunge il suo Bau. Universitario, per darti, le mie nuove che sono buone di salute, ma come capirai non lo possono essere per ogni restante ! Io ho una missione nel proprio Paese (e mai vi fu Profeta in Patria) missione del niente, poiché non sarà facile condurla ad esecuzione, giacché le cose condotte dal fanatismo non hanno il fermo. Dimani onderò a Fivizzano, ove facilmente sarò più gradito di quello che non lo sono stato qui, stante che i Pontremolesi sotto l'indirizzo di pochi imprimono a me la colpa delle passate loro vicende; non comprendono che se io aderivo ai loro ca­pricci, compromettevo l'Italia, la Toscana specialmente, e più che mai Pon­tremoli. Corre qui voce che sia morto Lauger, '' forse sarò chiamato al Campo, questo è un motivo di più per ripeterti che se i tuoi superiori rientrano, all'aper­tura delle scuole, tu pure ritorni a Pisa. Sai l'affezione della povera Mamma per la famiglia, quanti sacrifizii ha fatti per tutti noi, e quanti ne fa per la educa­zione dei piccini tuoi fratelli: in questo momento è isolata; per cui tu non ci ri­metti di decoro, se rientri alla Università quando rientrano i Professori; nò ti darei questo consiglio se fosti in camino nelle contrade austriache; ma siccome la pace [qual resultato della guerra) non può essere sollécita, cosi tu vedi bene
' ) Notizia {afondata anche questa. Il colonnello, noi generale, De Laugier reato incolume e nell'anno successivo ebbe una parte giudicata non simpatica nella restaurazione lorcnese.