Rassegna storica del Risorgimento
BATTAGLIONI UNIVERSITARI ; UNIVERSIT? ; TOSCANA ; GUERRA 1848-1
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1953
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Renato Marmiroli
c'era quindi tempo per occuparsi di Stefano Siccoli. quantunque le sue gesta fossero stace quelle di un eroe leggendario, degne d'essere fermate in un carme. I profittatori e i sopraggiunti si davano intanto appuntamento agli sportelli della Banca Romana, dal cui crollo dovevano più tardi venire travolti.
I documenti riportati più sopra, oltre a testimoniare ancora una volta il generoso contributo recato dalla gioventù studiosa alla causa dell'indipendenza e della libertà d'Italia, mi pare dimostrino come le ragioni dell'insuccesso della nostra prima guerra nazionale siano complesse È per lo meno azzardato riversarne la responsabilità sul partito repubblicanomazziniano o soltanto su di esso. Non solo la pregiudiziale monarchica sollevata dai liberali moderati e le precipitate annessioni, trasformarono la guerra in piemontese e dinastica, offrendo così il pretesto agli altri principi di ritirare quelle truppe che, di mala voglia, in un primo tempo, sotto la pressione della volontà popolare, avevano inviato sul Po; ma lo stato d'animo delle stesse popolazioni non pronte a un'impresa costosa e d'esito incerto congiuntamente alle gelosie dinastiche e alla cattiva volontà dei governi di Firenze e di Roma, aggravò l'impreparazione politica e militare piemontese, a cui ai aggiunsero gli errori e le rivalità dei generali e la sostanziale avversione di questi ad ogni apporto di truppe volontarie. Da un Iato le stesse classi dirigenti specialmente della Toscana, proprio perchè il governo vi era più mite si chiusero nel loro particolare, e, se pensarono all'Italia da unificarsi, non pensarono meno come s'è visto agli studi e all'avvenire dei figliuoli; dall'altro il contadiname, specialmente, era devoto ai principi e avverso a rivolgimenti politici, sorretto, quando non istigato, dal clero. Dopo Novara, i contadini toscani fanatizzati dall'aristocrazia cantavano una canzone, che aveva per ritornello CI te popol coglione j è un popolo re, e, ubriachi, istupiditi, percorrevano le vie di Firenze atterrando gli alberi della libertà, gridando ogni specie di vituperio contro il popolo, contro la costituente, contro la libertà. Ma, ancor prima di Novara, procedendosi in Toscana ad un'inchiesta sullo spirito pubblico nel caso di una leva straordinaria, il prefetto di Pisa, sulla scorta di cinque gonfalonieri, riferiva che una tale determinazione sarebbe stata grandemente sentita, specialmente nelle campagne, e non senza pericolo di disturbi per l'ordine pubblico. A. riprova, aggiungeva che per ben due volte, negli ultimi giorni, si era verificato il caso che coscritti dell'ultima leva si erano mozzate le dita piuttosto che raggiungere le bandiere} nella città v'era maggior sentimento patriottico, ma anche maggiore repulsione alla disciplina. ''
Occorreva ancora un decennio perchè i fati d'Italia si compissero.
RENATO MARMIROLI
0 Archivio di Stato, Intorni, a. 1848, B, 3005 o 3096, Rapporto della Prefettura sulle popolazioni della provincia, Pisa 13 luglio, in E. MICHEL, p. eh., pp. 364-365.