Rassegna storica del Risorgimento
IMBRIANI MATTEO RENATO ; CAMPANELLA FEDERICO
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1953
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Pietro Pedrotlì
deirimbriani quella agitazione irredentista, che doveva l'arsi sempre più vivace e di cui era UBO degli esponenti più autorevoli. Il Campanella visse sempre integerrimo, rispettato anche dagli avversari, irremovibile nella sua fede politica, al trionfo della quale dedicò tutta resistenza.
Come appare da questo carteggio la sua collaborazione al giornale di Imbriani era ambita e desiderata per la sua profonda conoscenza soprattutto dei problemi di politica internazionale, quanto mai di attualità in quegli anni; oltre che far parte del Comitato direttivo, dimorando a Firenze, curava pure quello locale di quella città, nonché quello segreto e l'altro di organamento n. 3, più tardi istituito, che si estendeva a tutta la Toscana.
PIETRO PEDROTM
I.
Napoli 15-111-1878.
Onorando Uomo Federigo Campanella, Firenze.
Confidavo vedervi in Genova alla patria commemorazione per il VI" anni-versano della morte del Grande Italiano, che fu uno dei più possenti fattori della Unità della Patria: seppi che eravate partito per Firenze. Oggi, per mezzo dell'ottimo Nuvolari *) vi fo pervenire queste poche linee; io bramo potervi stringere la mano in persona. Vi dovevo una parola di gratitudine e bramavo manifestarvi Vanimo mio per le affettuose e nobili parole indirizzate a Pantaleo,2) che mi riguardano. Confido manifestartelo meglio, cercando di meritarle davvero: e volgono momenti in cui forse potrò rendermene degno. Ogni attività ed energia è necessaria per conseguire Volterò intento, per raggiungere la meta suprema: a noi le fatiche, ne colga altri Putite, non monta! Il premio sarà Fattuazione della superba idea che ci anima. E l'augurio unico che io voglio oggi inviarvi Vaugurio di voi più degno, si è di poter veder sorgere quell'aurora. Benché stretto e chiuso in lutto perpetuo, *' io vi scriverò cosi, perchè dalla casa di un amico sento il bisogno di dirvi ciò. Nella speranza di potermi, il ripeto, meritare davvero la parola vostra di lode, io nel nome sacro <T Italia, strìngo con verace affetto la mano a voi instancabile e saldissimo propagatore delle stesse idee del diritto e della giustizia.
Vostro con l'animo
M. R. Imbriani.
" Giuseppe Nuvolari, fervido mazziniano; seguì dal 1859 Garibaldi in tutte le campagne dell'indipendenza, divenendo uno dei suoi emissari dì fiducia.
2) Padre Giovanni Pantaleo, frate siciliano; nel 1860 dal convento di Salenti dove si trovava, si recò incontro a Garibaldi. Con un crocefisso in mano e In sciabola al fianco, lo segni per tutte le battaglie* Smessa la tonaca, ai formò una famiglia e visse a Roma, sempre fedele al programma garibaldino, tute credeva dovesse svilupparsi dopo la presa della capitale; mori
nel 1879.
8) Qui Imbriani vuole probabilmente alludere ai Buoi recenti lutti domestici: cioè alla morte avvenuta a Oigionenel 1871 del fratello Giorgio e a quella dell'altro fratello suo Paolo Emilio, spentosi a Napoli l'anno prima.