Rassegna storica del Risorgimento

IMBRIANI MATTEO RENATO ; CAMPANELLA FEDERICO
anno <1953>   pagina <255>
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Alcune lettere di M. R. Imbriani a F. Campanello 255
II.
In Pro dell'Italia Irredenta
Comitato di Napoli
Nihil actum reputans, si quid superst agendum
Napoli, 1 luglio 1878. Onorando Uomo Federigo Campanella Firenze.
Per determinazione del nostro Comitato, v'invio un documento già sotto­scritto da Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Avezzana e da Aurelio Saffi *) con invito di apporvi ancor voi la vostra firma e con preghiera di quindi spedirlo subito con lettera raccomandata a Giorgio Pallavicino 3) in Costeggio, circon­dario di Voghera, al quale facciamo anche invito perchè voglia aderirvi. Vi preghiamo nello stesso tempo volerci inviare la vostra adesione telegrafica, acciò si possa al più presto pubblicare questo documento, che abbiamo fede varrà a suscitare una grande dimostrazione nazionale in questi difficili momenti. Egli è giusto che allorquando quelli che sono al potere obliano i diritti e manomet­tono la dignità della Patria che allorquando chi rappresenta l'Italia non vergogna partecipare ad un osceno mercato di popoli ed apporre la propria firma alla vergogna e ai danni delta Patria egli è giusto che il popolo alzi la voce e reintegri con solenne affermazione i propri diritti e la propria dignità ed adempia così a quel dovere che indarno spera che altri possa adempiere in sua vece. Questo Comitato ritiene per fermo che le parole dirette agli Italiani dai cinque uomini fra gli antichi fattori della nostra risurrezione rimasti illibati e cari e riveriti per virtù schietta e non mai smentita, per integrità di carattere, per opera spesa durante tutta una vita col senno e col braccio in prò della Patria saranno feconde d'effetti! Io vi compiego altresì copie del nostro ordinamento, quale venne stabilito dal nostro Comitato, onde poter raggiungere unità d'azione.3) Vivete sano per il bene d'Italia.
Per il Comitato il segretario M. R. Imbriani.
l) In questa lettera è palese lo sdegno di Imbriani e dei suoi aderenti per l'intervento nega­tivo al Congresso di Berlino tenutosi in quei giorni, del ministro degli esteri conte Corti, il quale, consapevole della debolezza del paese per le condizioni inteme e per lo stato precario delle sue finanze e del suo esercito, si attenne ad uno scialbo programma di neutralità e di pace, che doveva esasperare vaste correnti della pubblica opinione, le quali qualche mese prima avevano con tanto entusiasmo appoggiato il nuovo esperimento politico di Benedetto Cairoti.
Il documento qui ricordato dall'ori. Imbriani è il nobile appello agli Italiani sottoscritto da G. Garibaldi, G. Avezzana, A. Saffi, F. Campanella Per un'ara votiva , il quale esprime il nobile voto che sorga appunto a Roma un'ara votiva ai fratelli delle province italiane delle Retiche e delle Giulie, caduti per la salute d'Italia, allo scopo dì ricordare agli immemori, che tutti gli Italiani hanno un dovere da compiere e un diritto da conquistare verso quelle terre generose non ancora redente dal giogo straniero e provocare dalla incorrotta coscienza del popolo una riaffermazione del mal confidato diritto e onore nazionale
-J La firma del marchese Giorgio Pallavicino Trivulsào, invocata dall'ori. Imbriani in questa lettera, non figura accanto alle quattro altre, forse per le precarie condizioni di salate sue* infatti egli, ottantaduenne, doveva spegnersi in quello stesso anno. Patriota fervente, mar­tire dello Spielberg, prodittstore a Napoli, il Pallavicino fu sempre propagandista attivo di italianità, creatore del partito nazionale, appoggiato da Garibaldi, esso ebbe grande influenza nella vita patriottica italiana.
) Si tratta forse del regolamento del toro a segno diffuso con alcune istruzioni di Imbriani segretario del Comitato in prò dell'Italia Irredenta, a cui seguirono un.mese dopo alcune norme ph't precise di Garibaldi da Caprera.