Rassegna storica del Risorgimento
IMBRIANI MATTEO RENATO ; CAMPANELLA FEDERICO
anno
<
1953
>
pagina
<
260
>
260
Pietro Pedrotti
l'Italia l) per diventare presidenti di repubblichette, tutti coloro in fine che usufruiscono della personale amicizia degli uomini del governo > tutti tentano codardamente di morderci al tallone. Ma ora appunto è il momento di riordinarci e di urgere più forti e potenti più saldi e operanti. L'Italia Irredenta deve essere nucleo di volenti, centro d'azione* simbolo di riunione: il giorno delTazione sarà il nostro premio. Intanto, riconosciuta la necessità di un giornale quotidiano, il quale propugni le ragioni della Patria e della vera democrazia, che si riassumono nel programma Unità e Libertà, noi ab' biamo riunito i fondi per la vita di un anno per il nuovo periodico ed esso a giorni vedrà la luce - dico a giorni per una quindicina. 2) Voi certo ci conforterete ed aiuterete nella nuova difficile e santa impresa. Il giornale seguirà V'indirizzo audace e fermo, senza allontanarsi dalVideale, ma con concetti eminentemente pratici onde poter raggiungere i fini immediati e non perdersi nelle nuvole od impantanarsi sconciamente. Potremo noi contare su due vostri articoli al mese ? Vivete sano onorando e carissimo uomo e ricordate e riamate l'immutabile vostro
M. R. Imbriani.
vm.
Napoli, 17 febbraio, 1882.*)
Onorando Uomo carissimo amico.
La qui unita comunicazione è destinata ai nostri Comitati quindi adempio al dovere di inviamela. Confidiamo approverete la presa determinazione: noi riteniamo sia di suprema necessità. Il nuovogiornale sarà la affermazione di una grande idea, di un forte pensiero, sarà voce alta e severa
1) Si allude qui alla campagna iniziata sul giornale romano ce La lega della democrazia dal suo direttore Alberto Mario. Seguace del suo grande maestro il federalista Carlo Cattaneo, egli sosteneva con ardimento pari all'onestà, la redenzione dell'Italia sulla base federalista. Il Mario deprecava la liberazione delle provincie irredente e non voleva che una eventuale vittoria servisse a rifare la monarchia delle sconfitte passate Egli considerava la questione dell'Italia Irredenta non sentita dalla nazione, affacciando un suo progetto di una potente Svizzera, repubblica pacifica e neutra, assisa sulle Alpi dell'Europa centrale, pegno di pace con l'aggiunta dell'Alsazia e Lorena da un lato, la Savoia e Nizza dall'altro, il Trentino e la Giulia da un terzo, per separare cosi l'Italia dall'Austria e dalla Francia e la Francia dalla
Germania!
2) Si tratta del nuovo giornale sostituitosi all' Italia degli Italiani dal titolo Pro Patria.
3) Quest'ottima lettera del carteggio qui esaminato, è scritta a due anni di distanza dalla penultima. Un nuovo periodo storico era incominciato con un nuovo regno, un nuovo pontificato, colla scomparsa dei maggiori protagonisti del Risorgimento e con un mutato in*
* dirizzo della politica italiana.
Ad essa era ostile l'Associazione, la quale cercava rialzare le sorti degli oppressi proda* mando l'alleanza del popoli e bandendo, sotto gli auspici di Garibaldi, quella Lega dei popoli irredenti, che doveva agitare fica i latini lo giuste rivendicazioni delle terre irredente. Erano gli ultimi palpiti di una lotta generosa, destinata ad illanguidire. Quell'anno vedeva l'Italia accedere al trattato della Triplice firmato il 20 maggio, Garibaldi spegnersi il 2 giugno a Caprera, e si concludeva col puro olocausto di Guglielmo Oberdan.