Rassegna storica del Risorgimento

FERRETTI GIOVANNI
anno <1953>   pagina <263>
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Amici scomparsi 263
scuola, che aveva avuto a maestri il Monaci, il Monticelo e, più tardi, il De Louis. Dopo un corso di perfezionamento alla Sorbona, si era anche laureato in filosofia. Aveva poi seguito il pellegrinaggio didattico dei giovani profes­sori da Spello a Monte S. Giuliano, da Aquila a Teramo, da Parma a Modena, da Milano a Firenze, per terminare a Costantinopoli, dove aveva consacrato la Sua dottrina e la Sua passione alla difesa della dignità della nostra cultura. Ma le cure dell'insegnamento non lo distraevano dagli studi e dalle ricerche scientifiche. Saggi sui rimatori toscani del Duecento* su Dante, su Leopardi, su Pietro Giordani verranno fin d'ora ideati e abbozzati, quei saggi che poi si concreteranno nel volume notissimo sui Due tempi della composizione della Divina Commedia (1935), nei Saggi danteschi (1951), nella edizione del Giorno dei Parini, nella Vita di Giacomo Leopardi (1940), nella edizione laterziana dell'epistolario giordaniano ecc. ecc.
Conseguita appena la libera docenza in letteratura italiana, partiva volontario di fanteria per la guerra italoaustriaca. Lo studioso si mutava in soldato; il soldato avrebbe saputo immediatamente rendersi utile con la organizzazione delle scuole nelle terre liberate, funzione che iniziava in Alba­nia nel 1917 e conservava presso la presidenza del Consiglio e, dopo, presso il Ministero della Pubblica Istruzione, fino al 1921.
Nominato in quest'anno provveditore agli Studi, cominciò per Lui una singolare odissea. Attivo, energico, animato da uno spirito audacemente e intelligentemente rinnovatore, Egli si dedicò con ardore ai nuovi compiti, resi più ardui dalla trasformazione in atto dei provveditorati da provinciali a regionali. Ma cominciarono qui anche le Sue prime difficoltà e i Suoi primi urti con l'autorità politica. A Como, prima, all'Aquila, poi, Giovanni Ferretti è fatto segno ad accuse, a intimidazioni, a vere e proprie violenze fisiche. E allora il provveditore agli Studi si vede comandato di volta in volta alle Opere pubbliche a Caserta, presso il ricordato Comitato nazionale per la Storia del Risorgimento, presso il Governo delle Isole Egee, fin quando, provveditore di prima classe ad Ancona, viene, nel 1933, cancellato dal ruolo e retrocesso a preside per manifeste ingerenze politiche. Prestò allora servizio presso una biblioteca fiorentina, finché trovò di nuovo serenità e possibilità di lavoro scientifico e di apostolato culturale presso l'università di Losanna, dove ebbe incarico d'insegnamento dal 1934 al 1939.
Richiamato in Italia, si occupò particolarmente, pure in mezzo a diffi­coltà, ostacoli e peripezie d'ogni genere, a rafforzare i vincoli culturali tra il nostro Paese e la Svizzera. Testimonianza di quest'opera è la raccolta del-VArchivio Storico per la Svizzera italiana, del quale egli fu il redattore capo.
Ispettore centrale per le scuole medie nel 1942, rifiutò di seguire il go­verno fascista al nord dopo l'8 settembre. Avvenuta la liberazione, ebbe nu­merosi incarichi per il riordinamento e la sistemazione di enti scientifici, fu nel 1945 nominato direttore generale dell'istruzione elementare (campo pre­diletto della Sua attività) e nel 1947 messo alla testa della direzione generale degù' scambi culturali e delle zone di confine, fin quando venne nominato consigliere della Corte dei Conti.
Durante tutta questa lunga, onorata e movimentata carriera,*Giovanni Ferretti ha coltivato in modo particolare gli studi di storia del Risorgimento, portando in essi una sicurezza non comune di informazione ed un calore di simpatia che gli consentiva di rendersi conto degli stati d'animo, delle situa-