Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SIRACUSA
anno
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1918
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pagina
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157
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Lo sgombro delle truppe borboniche da Siracusa nel 1860 157
usa non aveva chiesto nulla al Governo : avrebbe considerata qualsiasi richiesta e lo scendere a patti con la dinastia odiata, di cui attendeva la fine, come una viltà. Cade la rivoluzione, e la città martire si rassegna al dolore, attendendo forte e paziente i giorni della redenzione italiana. Poiché i Siciliani, selvaticamente gelosi della loro autonomia, guerreggianti anche contro i Napoletani, che credevano usurpatori de' loro diritti sovrani, quando furono chiuse le scene politiche del 1849 e sopraggiunse la ferocia della reazione, continuarono a cospirare in segreto e all'aperto per la causa nazionale.
Le pagine del Giaracà sono una testimonianza oculate, e noi dobbiamo, senza restrizioni, prestargli fede. Tenuto in serbo e non pubblicato dopo il Ì860 questo scritto ohe l'autore chiamò Ragguaglio, rimase dopo la morte presso I figliuoli: io lo ebbi .dal primogenito Francesco, che è onore del fòro siracusano. È un documento prezioso, il cui autografo, potrebbe essere notevole ornamento della Biblioteca del Museo nazionale di Jloma dove tante memorie sublimi rammentano gli errori e le glorie del nostro passato.
Pubblicando questo ricordo storico del poeta Emanuele Giaracà, a noi pare di adempiere ad un dovere : non solo si tratta dì scrittura che contiene notizie, o finora mal note, o rimaste del tutto nell'oblio, cosi ingiusto da recare rincrescimento allo scrittore, il quale dolevasì dell'indegno silenzio tenuto da' contemporanei, che pure: s'erano proposti di celebrare i fasti del nostro risorgimento politico, ma altresì di scrittura che onora il suo autore rendendo manifeste le propensioni, in tempi rigidi, dello scrittore. Egli scrive e ricorda con parola mite; poiché la sua anima eletta non mai tu dominata dall'ira; non ebbe mai odio per alcuno, fuorché pe' Borboni che odiò fortemente. Ma con animo appassionato egli invece soffri e dolorò sulla caduta patria; Ne è prova la nobile canzone : Le rovina di Siracusa, ispiratagli dalia Musa nel 1850, nota la prima volta per la stampa nel 1861. Ben un-rfei anni era rimasta chiusa in un cassetto e sottratta alla vigilanza della polizia, che aveva memoria de* peccati politici del poeta, ormai divenuto maestro della più eletta gioventù siracusana, la quale da lui apprendeva l'alto sentimento della patria, e dalla sua scuola usciva intrepida, pronta a combattere la tirannide.
i feij6 poesie, 1861, potò comparire la Stòrta (Pnttcieoo> dolorosa storia, che ricordava gli eccidi consumati e il sangue parso ini Catania nella fiera giornata del <> aprile 1849, rieonqntetnndo H Filangieri colle sue forze '.la oltta. ÉTclla Storia ii un cicco 11 Giaracà ritrasse non solo 1 tejciforl d'una famiglia, tutta distrutta, e il Baccheggio di quella casa, ma l'immane sacrlfisdo, cui Tu esposta la citta, appena sottomessa alle barbare forze.