Rassegna storica del Risorgimento

LUCARELLI ANTONIO
anno <1953>   pagina <267>
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Amici scomparsi 267
del popolo, Antonio Lucarelli si è spento in silenzio nella sua Àcquaviva delle Fonti, da lui difesa ed amata, come testimoniano due volumi rimasti classici.
Dello storico e dello studioso qui non scrìveremo distesamente; altri potrà dire meglio, per disegnare una minuta bibliografia della sua vasta ed eclettica produzione e per analizzare con spirito critico il notevole contri­buto da lui apportato agli studi meridionali; giacche poi, nell'ora mesta della morte l'affetto, la commozione e il dolore non permettono un discorso distac­cato.
Ma dell'Uomo soprattutto potremo dire e il discorso e il ricordo sarà libero da preconcetti, vero e sincero. Tra belle e sane illusioni e semplici sogni da fanciullo che trovano serenità e letizia nelle armonie della mu­sica amata e nella coltivazione dei fiori e nelle opere di trasformazione fon­diaria, per cui con convinzione si era chiamato una volta Apulus agrìcola ; tra ore frequenti di polemico vigore virile attraverso la parola e gli scritti tale che l'avevano fatto in Puglia, in tempi fortunosi, dal 1924 al 1943, con gli altri della saggia ed onesta compagnia (da Giovanni Carano Donvito, a Fiero Delfino Pesce, ad Angelo Fraccacreta, a Giovanni Laterza, a Tommaso Fiore) segnacolo di energica opposizione al malgoverno per l'affermazione della giustizia e della libertà, e in questo ultimo decennio gli avevano imposto il dovere di porre come egli diceva chiarezza in ogni problema per il bene della democrazia ; tra sincere e scintillanti e chiare lezioni di latino e di storia e di geografìa e di italiano ai ragazzi delle scuole ginnasiali inferiori ove volle sempre insegnare, prima per non abbandonare la Puglia e la sua Àcquaviva delle Fonti, dopo per non giurare ; tra documentate ricerche di storia domestica, resa viva ed operante da una cri­tica acuta e da uno stile limpido e lindo, gioioso eppure severo che gli ave­vano meritato sicuri e sinceri consensi degli storici ufficiali; Antonio Luca­relli, storico, scrittore e pubblicista, maestro e uomo politico militante, è stato in Puglia uno degli ultimi rappresentanti del secondo Risorgimento meri­dionale, quello che ha trovato ragione e forza nell'Italia unitaria dopo il 1870. La sua fervida umanità e il raro equilibrio, il carattere modesto e schivo di forme e di onori e la vivace amabilità, lo spirito liberale ed aperto ed il vi­gile rigore delle azioni ed infine la tenacia nativa e l'intransigente disinteresse lo facevano amico di dotti e di incolti e lo destinavano ad esempio di retti­tudine alla maniera antica, anche se l'esempio stesso non più. comandava come in passato nella vita nostra fatta diversa, affannata e incantata, vor­ticosa e disorientata.
Venuto agli studi del Risorgimento italiano, dopo le esperienze meto­dologiche della scuola di Giulio Beloch e dopo una severa preparazione filo­logica, archeologica, diplomatica e paleografica (notevoli per questa parte i suoi saggi giovanili di geografia storica sulla Messapia è sulla Puglia antica e il documentarissimo volume Notìzie e documenti riguardanti la storia di Àcquaviva delle Fonti dalle origini al 1799 [1904]), ed infine dopo le personali esperienze- di pubblicista, dì socialista militante, di demo psicologo e di stu­dioso dei problemi agronomici e politico-sociali meridionali e pugliesi in par­ticolare (notevoli il Saggio sui ditterà pugliesi [1923] e il saggio sul Sergente Romano [1922j) e sol brigantaggio politico pugliese dopo il 1860, il Lucarelli nell'ultimo trentennio aveva disegnato e spiritualmente rivissuto, dapprima una Storia del Socialismo pugliese (che non aveva potuto portare *a termine