Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SIRACUSA
anno <1918>   pagina <158>
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E. Q-ktracà
Egli aveva gustate le ambasce dell'esilio dall'adolescenza, quando, dodicenne, si trovò costretto a seguire a Noto il fratello Salvatore, il quale ivi, poi che Siracusa ebbe subita la diiMmtUo capute, poteva professare, in que'tribunali, l'avvocatura. Dopo undici anni di esilio, dal 1837 al 1848, il Giaracà potè rivedere sulle patrie mura sventolare il vessillo della rivoluzione e, già uomo, contribuire a tener desta la fiamma di libertà, dedicando tutto se stesso alla rivoluzione.
Cessati lutto osamente i moti politici, il Giaracà dal 1849 al 1860 non ebbe altro ministero che quello d'insegnare e di educare politi­camente la gioventù; E lo esercitò nobilmente, rendendo vive le figure de' sommi e battaglieri i sensi delle loro opere, da Dante al Foscolo, al Leopardi. Nell'angoscioso ritiro delle mura domestiche, ove san­guinava per l'esilio dello zio Salvatore Ghindemi, proscritto dal gene­rale Filangieri, tra i 43 esclusi dall'amnistia, Emanuele Giaracà compose que* canti, che comparvero la prima volta in Siracusa nel 1861, pei tipi di Antonino Pulejo ; i quali, festosamente accolti e lodati per la nota civile ed educativa, senza esagerazioni bugiarde, dal Tommaseo, dal Settembrini e da altri veramente sommi, ricomparvero poi accre­sciuti un anno dopo in Napoli (Stamperia del Fibreno), e furono rac­comandati da Antonio Tari, che al volumetto premise schiette parole di lode. E, come non fosse bastata una seconda ristampa, una terza, mercè gli uffizi amorevoli di G. Aurelio Costanzo, che al Giaracà fu legato con amore più che di discepolo, ne fu pubblicata nel 1875, in Napoli, presso Jovene, e vi premise una prefazione Vittorio Imbriani, critico arguto, che pure si compiacque di lodare i versi, scernendo di essi i .fiù liberi di sentire, :é la modestia del poeta. Una quarta edizione la curai io stesso nel 1884 e cògliendo il jmY lei fiore dei versi del poeta, la presentai al popolo italiano col titolo Armonie (Roma, Perino); esse rinfrescarono la memoria bella del cittadino ei dell'onesto uomo, che, nel tempo vissuto, fino al 5 gennaio 1881, con­quistata la libertà non chiese nulla, e, chiamato dal Ministero all'in-segnamento della letteratura nel liceo di Siracusa, ove negli ultimi anni fa assunto alla carica di preside,: a non altro mirò chea custodire con sacro amore la libertà e il sapore: quella libertà cotanto jia luì sospirata, come ci è dato scorgere, nello scritto che ora presentiamo.
Palermo, 15 agosto. *,9ii?i.
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