Rassegna storica del Risorgimento
MASNOVO OMERO
anno
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1953
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pagina
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276
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276 Libri e periodici
segnala la corrispondenza con. 3 Massa per la tipografia Ctvetioa) ed a quelli dì Alberto Franzoni; ai documenti riguardanti i moti politici ticinesi del 1839, 1841. 1843 (nei fondi riguardanti il 1841 la corrispondenza di Aurelio Bianclii-Ciovini): al fondo concernente il confine meridionale dello Stato.
Un interesse più specifico presentano, naturalmente, le trentatre cartelle riguardanti i profughi politici, in gran parte italiani. Dura e anche drammatica scrive il Martinola la lotta sostenuta dal piccolo Ticino per la difesa della sua dignità di stato libero o sovrano (con effetti duramente scontati: blocchi economici da parte austriaca nel quinquennio 1848-53 ed espulsione di 6.000 Ticinesi dalla Lombardia); dura e drammatica lotta testimoniata dall'abbondante carteggio a volte di estrema severità con l'Austria e con il Piemonte ed anche con il Governo federale.
Tradizione nobilissima, questa di aprire le sue frontiere agli esuli politici, alla quale il Cantone Ticino è rimasto fedele anche in tempi più vicini, quando il suo territorio rappresentò veramente l'ultima speranza per tanti perseguitati. Cosi ai vecchi fondi dell'emigrazione politica risorgimentale, si affiancarono nuove cartelle a documentare altre lotte ed altre sofferenze.
H Martinola, in numerosi saggi apparsi nel Bollettino storico della Svizzera italiana, ha già contribuito a mettere in luce l'importanza dei fondi dell'Archivio cantonale ticinese per la storia del nostro Risorgimento. Si vedano, ad esempio, i suoi articoli sullo sbarco di Garibaldi ad Agno nell'agosto del 1848 (a. 1942, p. 1); su Mazzini e i mazziniani nel Cantone Ticino nel 1854 (gennaio-marzo 1944, p. 89); sulla spedizione mazziniana di Valle d'Intelvi del 1848 (gennaiomarzo 1848); sul diario Stoppani (luglio-settembre 1952). La Guida che egli ora ci offre, redatta con molta accuratezza e diligenza, vuol essere un invito ed un prezioso aiuto per allargare ed approfondire la ricerca. VmoHio E. GIUNTELLA.
DANTE VISCONTI, La concezione unitaria dell'Europa nel Risorgimento Italiano e nei suoi precedenti storici; Milano, Vallardi, 1948, in 16, pp. 306. S. p.
Il senso della comunità europea (e non la visione dell'Europa come espressione geografica che è del mondo antico) nasce, secondo il Visconti, dal concetto dell'unità religiosa che è insieme unità culturale morale e politica.
L'unità europea, per la sua natura prevalentemente religiosa adatta a sé il termine di Respublica Christiana . Il Cristianesimo viene qui concepito come la continuazione della universalità romana, sia per i principi universali che gli sono propri, sia perle sue tendenze pacifiste anch'esse derivanti da quella pax romana che avrebbe dovuto ricondurre sulla terra la favolosa età dell'oro .
Notiamo subito' che la ricerca di simili precedenti storici non può interessare chi accetti intellettualisticamente il dualismo fra mondo medievale e mondo romano, epperò la separazione fra la romana universalità della legge e la cristiana universalità dell'amore.
In ogni caso sarebbe sempre conveniente giustificare l'eventuale disaccordo col Visconti, domandandosi in che modo gli inevitabili precedenti storici dell'unità europea potrebbero essere determinati con l'aiuto della tradizionale teoria della catastrofe .
Nel secolo XIV, col decadere dell'Impero e del Papato, si dissolve anche la respublica Christiana . Ciò avviene soprattutto per opera del Machiavelli, per il quale l'idea della comunità europea si stacca dalla originaria idea religiosa ed assume una sua realtà autonoma ,
II colpo di grazia alla a respublica Christiana e dato però dalla Riforma che scinde Chiesa e cultura europea <t in due parti in guerra tra loro . La Controriforma poi completa * l'opera di isolamento dell'Italia dall'Europa nuova .
Tatto sommato, alla fine del Rinascimento italiano l'idea d'Europa è quasi completamente assente. In compenso, però, e per opera di pochi umanisti, si