Rassegna storica del Risorgimento
MASNOVO OMERO
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1953
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Libri e periodici
parte la colpa, a suo avviso, segnatamente alla nobiltà e alle vecchie classi sociali, nel cai prestigio si basava la loro storica funzione. L'armonia del rapporti tra proprietari e contadini, rapporti che nudavano al di la del puro vincolo economico, furon rOtt; perchè la nobiltà, dimentica dei suoi doveri, preferi la vita facile e allettatrice della Corte alla cura dei propri fondi. Vi si mescolarono speculatori capitalisti, che la lusingarono con la offerta di fitti, resi possibili dall'apprezzamento dei prodotti agri coli in conseguenza delle svalutazioni monetarie. Pare a noi che si sia sulla bnona via. Ma è necessario sondare più a fondo, e studiare in ispecial modo il comportamento del Sovrano, ligio al più stretto legittimismo, nemico di ogni novità, curante pia del fumo che dell'arrosto e attorniato per giunta da ministri di vecchio stile, per stabilire (e qui sta il problema) se, come opina serenamente la storiografia aulica, furono i grappi politici che intralciarono in ogni modo l'opera del governo o non fu piuttosto il governo che trascinò a mano a mano all'opposizione i partiti, dimostrandosi incapace di comprendere le urgenti necessità del momento e ricusando di applicare gli opportuni rimedi suggeriti dagli uomini più illuminati, i ben pensanti , come un Napione, un Vasco, un Priocca, un Prospero Balbo, i quali, inascoltati, presagivano, con infinita tristezza, la bufera che avrebbe, al primo urto, travolto la dinastia. MARINO CIRAVEGNA
FIORISELA BARTOCCINI e SILVANA VERDINI,,Sui Congressi degli Scienziati (Quaderni del Risorgimento, 2); Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1952, in 8, pp. 96. L. 500.
La prima parte di questo libro comprende l'ottimo studio di Fiorella Bartoccini su II Prìncipe di Canino e i Congressi degli Scienziati. Uno stile vivo e chiaro, una sicura ed ampia conoscenza della letteratura relativa ai Bonaparte ed ai Congressi scientifici, un intelligente uso di documenti inediti rinvenuti nel Museo Napoleonico di Roma, nell'Archivio Segreto Vaticano e nel Museo Centrale del Risorgimento sono i pregi maggiori di questo saggio denso e vivo, bene pensato e ben scritto.
I precedenti studi sul Principe di Musignano della Ferrari, del Sandri e della stessa Bartoccini, avevano preso in esame gli atteggiamenti assunti da Carlo Luciano Bonaparte nel periodo* rivoluzionario; qui si pone invece l'accento sopra un diverso momento, forse più interessante, della sua vita, sugli anni, cioè, durante i quali il principe di Canino si fece entusiasta promotore ed organizzatore dei Congressi scientifici italiani. Questa indagine particolare permette all'autrice di ben definire e nettamente caratterizzare la personalità del vulcanico ed apparentemente contraddittorio nipote di Napoleone; consente, d'altro canto, un'esatta valutazione storica della funzione svolta da quei Congressi, che non fu esclusivamente politica, ma anche, e soprattutto, si nota qui giustamente, attinente alla storia dell'organizzazione della cultura in Italia. l'opposizione ai Congressi non fu infatti solamente politica, se Giuseppe Antonio Raynal scriveva: quand'anche non vi fosse niente di pernicioso per gli Stati, e per la religione, ciò nondimeno sta in fatto, che le scienze non si coltivano, né si promuovono, colle clamorose, e buffonesche riunioni, ma sibbenc con lo studio profondo di lunghi anni, colla sodezza, colla riflessione, e colla tranquillità, ma giammai con adunanze, e puerilità, che fanno torto al suolo italiano, ed eccitano più le risa, e la compassione che altro. La nostra Italia è sempre stata sede vera delle scienze, e delle arti, ed ivi han sempre fioriti uomini sommi; ma mai, e poi mai, si son vedute promuovere, e coltivare con teatrali, ed insignificanti riunioni, come suol farsi al giorno d'oggi.
Personalità e coerenza del principe di Canino e funzione storica dei Congressi degli scienziati, sono quindi i principali problemi postisi dall'autrice; ma nel testo e nelle note,, con eguale chiarezza e sensibilità storica, sono affrontati e risolti problemi marginali relativi al bonapartismo, alle preoccupazioni dei sovrani, alla precisazione di alcuni fatti, al valore di alcune fonti.
Nella seconda parte del volume Silvana Verdini studia I Congressi degli Scienziati nei documenti vaticani (1839-46). Trentotto documenti, conservati fra le carte