Rassegna storica del Risorgimento

MASNOVO OMERO
anno <1953>   pagina <289>
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Libri e periodici 289
ecclesiastica le nuove esigenze del mondo moderno, rappresenta solo la scolta avanzata della lotta della Chiesa contro la rivoluzione borghese e contro l'ordine da questa in­staurato.
Senonchè, pur dando atto al De Rosa della bontà sostanziale della sua imposta' zione e della comprensione che essa denota per uno dei problemi più vivi del mondo cattolico, vi è da osservare che quella funzione di mediazione del laicato cattolico non si esaurisce solo nel compito di rappresentare alla Chiesa le esigenze della società ci­vile, ma include anche l'altro* non meno importante, di operare nella società civile secondo la volontà e le esigenze della Chiesa. L'azione dell'Opera dei Congressi si pone .appunto su questa seconda linea, che discende cioè dalla Chiesa verso la società, per il tramito del laicato, ed è quindi piuttosto alla stregua di questa esigenza che va va­lutata.
L'azione cattolica, d'altra parte, non esprime tutto il laicato e non ne esaurisce perciò la funzione; ma si pone in esso come forza organizzata che opera più stretta­mente alle dipendenze della Chiesa. Ne deriva, fra l'altro, che quella funzione di mediazione, propria in genere di tutto il laicato, non basta da sola a caratterizzare storicamente singoli movimenti promossi dal laicato o dalla Chiesa in determinate circostanze.
Il De Rosa stesso lo avverte, affermando che hi storia dell'azione cattolica pro­priamente detta non può non essere, in gran parte, che la storia dell'intransigentismo cattolico, sicché i neo-guelfi, i conciliatoristi, i cattolici liberali, non entrano in una storia dell'azione cattolica se non di riflesso; come " fuggiaschi per cosi dire ono­rari e disertori di grido , come elementi in definitiva di una situazione politica gene­rale, che interessava indubbiamente l'evoluzione del mondo cattolico ma che organiz­zativamente e pubblicamente non esprimeva la politica e le aspirazioni della Chiesa (p. 46). Considerazioni assai esatte, che occorre tener presenti non solo ai fini di una esatta impostazione del problema e di una precisa determinazione del fenomeno che si intende studiare, ma anche, e forse ancor più, ai fini di un giudizio complessivo sulla funzione del laicato cattolico italiano negli anni posteriori al SyDabot l'azione catto­lica, nella forma organizzativa dell'Opera dei Congressi, non esprìme tutto il laicato e non è possibile perciò estendere il giudizio che si vorrà formulare sull'Opera a tutto il laicato stesso. E nulla importa che gli altri siano dei fuggiaschi onorari e disertori di grido, perchè assai spesso, nella dinamica così complessa del mondo cattolico, i fuggiaschi e disertori onorari di ieri sono considerati poi i figli migliori, come quelli cioè che, evitando ieri di far blocco su certe posizioni con la gran massa dei cattolici, tennero aperte delle vie che, in prosieguo di tempo, la Chiesa stessa riterrà di dover percorrere. Non bisogna insomma, dopo l'errore di aver trascurato il movimento in­transigente, commettere ora l'altro e inverso di trascurare le altre correnti, non solo per quello che significarono sul piano più propriamente politico ma anche e ancor più per quello che diedero sul piano della vita religiosa e culturale.
Sulla base di queste premesse, che a nostro avviso andavano formulate con mag­giore precisione, l'A. procede alla narrazione degli sviluppi ideali e organizzativi del­l'intransigentismo cattolico, di quell'intransigcntismo che si affermò in Italia dopo il fallimento delle speranze neoguelfe e che fece del Syllabo la sua carta programmatica.
Come è noto le vicende dell'intransigentismo a lungo ignorate dalla storiogra­fia ufficiale, la quale ha concentrato invece tuttala sua attenzione sulle correnti conci-liatoriste e cattolicheliberali solo da qualche anno costituiscono l'oggetto di un attento esame degli studiosi; si sono andate cosi ponendo lentamente le premesse per una storia dell'intransigentismo ricostruita su basi e con criteri rigorosamente scienti­fici. In questa situazione degù studi storici sul movimento cattolico l'opera del De Rosa che non esaurisco certo l'argomento perchè si fonda esclusivamente sulla stampa e sugli atti ufficiali dei Congressi, mentre ignora l'altra importantissima fonte rappresentata dagli archivi pùbblici e privati ha indubbiamente il-grande merito di offrire una prima visione di insieme del problema, suscitando altresì, come l'Autore