Rassegna storica del Risorgimento
MASNOVO OMERO
anno
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1953
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pagina
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293
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Libri e periodici 293
mondo cattolico, che si alimenta, più di ogni altra realtà sociale, di motivi morali e religiosi.
Tralasciamo altri rilievi particolari per fermarci su un ultimo punto di una certa importanza: l'incomprensione che il De Rosa dimostra per la nota teoria della tesi e dell'ipotesi*, formulata dalla Cimba cattolica e ripresa dal Dupanloup, all'indomani della pubblicazione del Syllabo; teoria tendente a ridurre la validità dello stesso nei confini della tesi, del piano assoluto cioè dei diritti della verità, mentre sol piano contingente dell'ipotesi, quello della reale situazione storica, il principio della tolleranza consentirebbe una accettazione, se non dei principi, per lo meno del metodo liberale Il De Rosa ha addirittura scambiato i termini prendendo per ipotesi la tesi e viceversa. Mancanza non lieve in verità, perchè, se da un lato denota, insieme ad alcune inesattezze nelle citazioni, una certa frettolosità del lavoro, testimonia dall'altro la incomprensione più piena al punto di equivocare sui termini per una teoria che è fondamentale per intendere l'atteggiamento della Chiesa e dei cattolici di fronte al mondo moderno e alle esigenze liberali, teoria cui si rifa il Murri, cui si rifaranno alcuni dei promotori del Partito popolare e che è essenziale ancora oggi per comporre il dissidio fra l'assolutismo del dogma cattolico e il principio democratico del Ubero convincimento e del Ubero gioco delle opinioni.
Questi i limiti di un volume che si presenta peraltro, nel suo complesso* di estremo interesse e che offre, come si è detto, un quadro neU'insieme assai inteUigente e attento deU'intransigcntismo cattolico italiano dall'Unità al 1904. Il lavoro del De Rosa è in linea cosi, e in un posto di primo piano, con la tendenza recente di portare ad un UveUo scientifico lo studio di una materia abbandonata sin qui aUe rievocazioni apologetiche personali o alle intemperanze polemiche, e la cui comprensione è indispensabile, fra l'altro, ad intendere aspetti essenziali della realtà d'oggi. PIETRO SCOPPOLA
LUIGI BCLFETIETTI, Le ideologie socialistiche in Italia nelVetà del positivismo evoluzionistico (1870~92) (Studi e documenti di Storia del Risorgimento, XXX); Firenze, Le Mounier, 1951, in 16, pp. VI-376. L. 1.300.
La mancanza di lavori particolari su taluni aspetti della storia italiana posteriormente al 1870, lamentata dal Croce nella Avvertenza alla sua Storia d'Italia dal 1871 al 1915, si fa sentire ancora oggi, anche se naturalmente in misura più ridotta. Un campo finora poco esplorato, e senza dubbio tra i più importanti, è costituito dal pensiero politico italiano, esaminato fino al 1870 dal SolvatorcUi, la cui opera, ormai classica, è stata continuata soltanto da lavori in linea di massima giovcvoU, ma che non possono certo dirsi esaurienti, sia pure attribuendo a questo termine il significato relativo che esso ha necessariamente nelle discipline storiche. La presente opera di Luigi Bulfcrctti viene perciò quanto mai opportuna a darci un esame particolareggiato dello sviluppo deUe ideologie socialiste in Italia dal 1870 al 1892. Cronologicamente, perciò, una continuazione del citato lavoro del Salvatorelli, limitato però ad un aspetto particolare del nostro pensiero politico.
L'opera è divisa in due porti (socialismo conservatore e socialismo rivoluzionario) seguite da un'appendice e precedute da una vastu introduzione che imposta criticamente il problema del rapporto tra positivismo e socialismo dandone una ragionata ed acuta soluzione. Il positivismo di cui si parla non è tanto quello comtiano quanto quello evoluzionistico, queUo di Spencer e Darwin per intendersi. Se è vero che il socialismo (e non soltanto quello conservatore) si servì in Italia delle dottrine positivistiche, rimane peraltro vero che, come giustamente dice l'A., il positivismo evoluzionistico, rispondendo ai bisogni conservatori della borghesia, non potè che esprimere dal suo seno un socialismo piccoloborghese o conservatore che dir si vogUa. I caratteri di questo socialismo conservatore vengono chiaramente delincati dall'A., che ci sembra opportunamente conservi la distinzione tra i due socialismi, non solo perchè