Rassegna storica del Risorgimento

MASNOVO OMERO
anno <1953>   pagina <294>
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294 Libri e periodici
essa era. viva negli spiriti del tempo, ma perchè evita confusioni e, non .acconten­tandosi di una superficiale comunanza di aspirazioni, giunge concretamente al motivo informatore di un certo pensiero politico.
Occuparsi di problemi sociali, del miglioramento delle condizioni di vita dei con­tadini e degli operai, denunciare le insufficienze dello Stato borghese non significa font-court essere socialisti, se la preoccupazione da cui si è mossi è quella di impedire il sovvertimento dell'ordine costituito. 11 Sonnino che denuncia come inammissibile in un paese civile un sistema elettorale che concede L'esercizio di voto a 500.000 elet­tori su 7 milioni di maschi adulti e capaci e che motiva giuridicamente questo diritto come derivante dal comune obbligo del servizio militare, considera però detto suffra­gio universale una valvola di sicurezza contro i rivolgimenti sociali. E Pasquale vUlari che descrive con toccante ed umana vivezza le condizioni più che misere dei contadini meridionali, che auspica una trasformazione intellettuale e sociale del­l'Italia come coronamento della rivoluzione politica, che giunge sino ad ammettere come giusta l'affermazione che i borghesi sono uberi mentre! proletari sono schia­vi, come esattamente dice l'A. voleva conservare l'iniziativa nelle mani della propria classe, la borghesia (p. 90) tanto che precisava essere molto meglio conce­dere la rifórma agraria dall'alto prima che venisse richiesta dalle masse.
Oltre a questi liberati, troviamo tra i socialisti conservatori dei radicali e re­pubblicani come Garibaldi, i discepoli di Mazzini e quelli di Cattaneo e cattolici come Padre Ciuci e il Toniolo. I quali ultimi ci mostrano l'atteggiamento dei dirigenti cattolici di fronte al problema contadino ed operaio. La condanna per mezzo di un'en­ciclica del socialismo non poteva certo bastare quando esistevano le condizioni obiet­tive per lo sviluppo di tale dottrina e Leone XIII emanò il 15 maggio 1891 la Re­rum, novarum che fissa la posizione della Chiesa nei confronti della questione so­ciale.
Postulare il suffragio universale o la riforma agraria è segno di un pensiero che, pur restando nei limiti conservatori o riformistici, dà prova di sensibilità oltre che di maggiore capacità politica; ma la conclusione più interessante che si può trarre dal­l'esame dei socialisti conservatori è questa: il formarsi di un liberalismo, di un cattoli­cesimo e di un radicalismo, per dir cosi, sociali, sta a dimostrare l'efficacia dello sviluppo ideologico del pensiero socialista e del suo pressare ormai su tutta la gamma del pensiero politico, proprio come la formazione di un cattolicesimo liberale aveva attestato il diffondersi del pensiero liberale all'interno dello stesso pensiero cattòlico.
La seconda parte del volume è dedicata al socialismo democratico e al socialismo anarchico. Per socialisti democratici, scrive l'A., intendiamo coloro che ritene­vano di potere realizzare una compiuta democrazia (in cui vigessero concrete libertà. eguaglianza e fratellanza) collo sviluppo del cooperativismo e del collettivismo-e col potenziamento più degli organi politici decentrati che non di quelli comunemente detti statali, o di questi ultimi qualora se ne fosse impadronito il proletariato (p. 229).
Il problema principale di questo socialismo fu la conoscenza del pensiero marxista: À tale problema dedicò Croce il VI capitolo della sua Storia d'Italia, le cui conclu­sioni furono che Marx fu divulgato in Italia dalla Crìtica Sociale (1891) di Filippo Turati, dalle opere del Labriola In memoria del Manifesto dei comunisti, Del materialismo storico e Discorrendo di socialismo e di filosofia, nonché dalla pub­blicazione del quotidiano Avanti! (1896) diretto da Leonida Bissolati, diffusione manciata che si sviluppava anche in Francia con la rivista Devenir social e in Ger­mania con la Ne uè Zoit,
Ma se una conoscenza completa del Marx può essere fissata all'incirca al 1895, sarà bene ricordare che anche prima di quella data Marx fu noto, anche se interpretato positivisticamente. Già dall''80, come documenta il Bulferetti, Andrea Costa, nella Rivista internazionale del socialismo, tentava di diffondere il pensiero del filosofo tedesco, tentativo continuato nella stessa Imola dopo sei anni dal Lanzoni, con la Rivista italiana del socialismo.