Rassegna storica del Risorgimento

MASNOVO OMERO
anno <1953>   pagina <296>
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296 Libri e periodici
anarchico. I socialisti inoltre ponevano l'accento su questioni concrete, quali la ridu­zione delle ore di lavoro per gli operai o l'aumento della retribuzione per i braccianti* laddove gli anarchici, con la loro rivoluzione totale in niente, rifiutavano di parteci­pare alla lotta che alimi impegnava i primi nuclei di lavoratori organizzati. Il suffra­gio allargato, usato per la prima volta nel 1882, portò al Parlamento italiano, con An­drea Costa, il primo deputato socialista. Quale fu la sua opera in seno a quelle isti­tuzioni parlamentari che per Ini non potevano essere se non un mezzo per un miglioro ordinamento della società? Qui FA. segue con cura e meticolosa indagine l'attività del Nostro che si sviluppa soprattutto in relazione alla politica coloniale e alla politica interna. L'anticolonialismo di Costa non ebbe mezzi termini: bastano per convincerse­ne alcune parole giustamente riportate dall'A. da un discorso del 2 maggio 1896 alla Camera: Per noi uccidere un negro è lo stesso che uccidere un bianco; per noi incen­diare un villaggio dello Scio è atto tristo quanto poteva essere per i padri nostri Piar cendio di un villaggio di Lombardia da porte dei Croati (pp. 293-94). Lo stesso con­cetto già egli aveva espresso nell'87 quando aveva scritto: lo credo che l'onore di un, popolo consiste nelle sue industrie e nelle sue arti, nelle lotte che sostiene per la liber­tà e per la giustizia e per l'emancipazione sua, e non consista già in quei massacri stu­pidi e infami che sono le guerre (p. 248); Io stesso concetto aveva espresso alla Ca­mera il 3 febbraio 1887 rispondendo a Depretis, che dopo Dogali chiedeva nuovi mezzi per l'impresa africana: Richiamate le milizie dall'Africa e vi apriremo tutti i crediti che chiederete, ma per continuare nella pazzia africana noi non vi daremo né un uomo né un soldo (p. 248).
Quanto ai problemi sociali interni, la fine dell'800 minacciava di essere niente affatto tranquilla. Il prezzo del frumento era salito da L. 15,22 a quintale nel 1884 a L. 27,01 nel 1898. Il governo prese debolissimi provvedimenti e non volle sospendere il dazio interno sulla farina che nel Mezzogiorno gravava fino all' 85 sul prezzo del pane (p. 298), forse per timore di offendere i ceti sui quali poggiava (p. 299). Ciò manteneva un fermento vivissimo in tutto il paese. A Milano, infatti, nello stesso 1898, il gen. Bava Beccaria, dopo aver posto la città in stato d'assedio, potè a fatica ristabilire Verdine (l'operazione costò 80 morti e centinaia di feriti), guadagnandosi pe­raltro dal Re... un'alta onorificenza per il grande servigio reso alle istituzioni e alla civiltà (p. 301). La lotta si trasferì poi in Parlamento dove l'opposizione guidata da Costa e Ferri ricorse all'ostruzionismo per impedire l'approvazione delle leggi ecce­zionali di Pelloux. H pugilato che movimentò una seduta della Camera, le urne portate via da Prampolini e De Felice portarono alla chiusura della sessione parlamentare e, naturalmente, all'ennesimo arresto di Costa, Ma anche se con le elezioni del 1900 gli elettori raddoppiarono il numero dei deputati socialisti, quest'ultimo periodo fu il più triste per Costa a causa della formazione delle due tendenze tra i socialisti, facenti capo a Ferri, la rivoluzionaria, e a Turati, la riformista, tendenze che divennero addi­rittura quattro nel Congresso di Bologna del 1904. È vero "che Costa rimase sempre al di sopra di ogni lotta interna di partito, ma ciò nonostante fu rammaricato e addo­lorato dal frazionarsi del movimento cui aveva dato tutto se stesso.
Per la composizione del presente lavoro la Lipparini ha utilizzato materiale ine­dito esistente nella Biblioteca comunale di Imola e particolarmente due manoscritti; Ricordi autobiografici di Andrea Costo e le Memorie di Gaetano D ardimi, il pròno amico di Costa. GIUSEPPE TALAMO