Rassegna storica del Risorgimento

MASNOVO OMERO
anno <1953>   pagina <310>
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Vito deWJstiiuio
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BOLOGNA. - Il prof. Felice Battàglia, che reggeva da molti anni il Comitato bolognese dell'Istituto, ha pregato la Presidenza di accogliere le sue dimissioni, perchè, impegnato dalle sue molte occupazioni accademiche e di studioso, non poteva più oltre dedicarsi all'opera di organizzazione del Comitato stesso. Con molto rammarico la Presidenza si è arresa alla preghiera dell'illustre studioso, al quale ha tenuto ad espri­mere la riconoscenza propria e dell'Istituto per quanto egli ha operato in epoca non facile.
Il 7 marzo u. s. l'assemblea dei soci della sezione bolognese ha proceduto alle vota­zioni per la nomina del nuovo consiglio. In base ai voti riportati la Presidenza dell'Isti­tuto ha nominato l'aw. Giuseppe Guadagnini a Presidente del Comitato. Il consiglio direttivo risulta pertanto composto del l'aw. Giuseppe Guadagnini, presidente, del prof. Giovanni De Vergottini, vicepresidente, dei proff. Giorgio Concetti, Luigi Dal Pane, Giovanni Natali, consiglieri e del prof. Giovanni Ma ioli, segretario.
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BRESCIA. - Il Comitato bresciano si è associato, collaborando, alla iniziativa del Municipio di Brescia di celebrare nel modo più degno e solenne il centenario del sacrificio di Tito Speri, Martire di Belfiore (3 marzo 1853). Nel vastissimo salone della storica Loggia (Palazzo Municipale), grandiosa opera monumentale del Cinquecento, fu allestita magnificamente con signorilità e squisita eleganza una Mostra di Tito Speri, nella quale furono esposti cimeli e documenti preziosi, particolarmente bresciani, ri­guardanti non solo lo Speri e gli altri Martiri di Belfiore, ma tutto il periodo del Risor­gimento dai primi moti al 1848-49 e poi fino al 1859. Ai molti appartenenti al Museo del Risorgimento, alla Biblioteca ed agli Archivi cittadini furono aggiunti altri, gentil­mente prestati dagli Archivi di Mantova, di Milano, di Lodi e di Pavia.
La Mostra, inaugurata dal Sindaco prof. Boni e da tutte le autorità, fu accolta con molto favore dalla cittadinanza, che per tutto il mese ed oltre accorse in folla a vi­sitarla e ad ammirarla con interesse e commozione. Ma la celebrazione dello Speri fu completata da una serie di conferenze tenute da insigni studiosi e cultori della storia del Risorgimento. Primo fu il prof. Mario Marcazzan dell'Università di Venezia che con un dotto e incisivo studio Da Novara a Belfiore ci presentò ed illustrò le due grandi figure fra di loro contrastanti ma tese allo stesso scopo, Carlo Alberto e Mazzini.
Seguì il prof. Cesare Spellanzon con I Processi Mantovani del 1852-53, sof­fermandosi minutamente sulla preparazione ed attuazione del disgraziato fallito moto del 6 febbraio 1853, che segnò il declinare della influenza del Mazzini e il sorgere del nuovo grande astro, fattivo e Conclusivo, Cavour. Il 22 marzo la dott. Emilia Morelli, Segretario generale dell'Istituto, con la conferenza Il moto del 6 febbraio e la crisi del mazzmianenmo seppe tenere avvinti gli ascoltatori, alla sua esposizione sicura limpida ed elegante.
Domenica 29 si svolsero in città solenni cerimonie di chiusura delle celebrazioni. Dopo la Messa al Cimitero presso la tomba di Tito Speri, si riunirono in piazza del Duomo tutte le rappresentanze cittadine e quelle accorse da molte parti d'Italia, che formarono un lungo corteo per le vie della città. Sfilarono coi propri gonfaloni e con i valletti 1 Snidaci o prosindaci delle città decorate di Medaglia d'oro: Venezia, Osoppo, "Vicenza, Pavia, Ancona, Bologua, Torino, Milano, Genova, Roma, e quelli delle città o paesi che diedero uno dei propri eroici figli in olocausto a Belfiore: Canneto, Casalro-niano, Lcgnago, Noale, Verona, Mantova, e quelli di molte altre città capoluoghi dr provincia accorsi all'invito. Sopra tutte era salutata con in:cfrcnabilì ed impetuose ac­clamazioni la rappresentanza di Trieste col gonfalone rosso dalla argentea alabarda