Rassegna storica del Risorgimento

MASNOVO OMERO
anno <1953>   pagina <311>
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Vita delF Istituto
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Giunto il corteo nella piazza della Loggia, gremitissima di folla plaudente, parlò, ringraziando gli intervenuti, il Sindaco Boni, che rievocò la figura dell'Eroe. Quindi aggiunsero calde parole di saluto e di adesione i rappresentanti di Roma, di Mantova, di Venezia e quello di Trieste, che provocò una nuova grande manifestazione fra lo squillare di inni patriottici.
L'ou. Avanzini ha poi voluto portare il saluto del Governo italiano. Nel pomerig­gio il corteo dei gonfaloni è partito da Piazza della Loggia per recarsi al Teatro Grande, dove si era addensata una immensa folla, che rinnovò al canto degli inni le dimostra­zioni entusiastiche del mattino. Tenne quindi la conferenza ufficiale il Presidente del-1 Istituto, prof. A. M. Ghisalberti. H foltissimo pubblico, commosso dalla rievocazione del Martire, ha rinnovato la dimostrazione patriottica.
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FERRARA. - Si stanno svolgendo pratiche e prendendo opportuni accordi per la ricostituzione di questo Gomitato. In occasione del centenario della fucilazione di Succi, Malaguttt e Panneggiarli, il Presidente dell'Istituto ha pronunciato il 15 marzo il discorso commemorativo. Togliamo il resoconto della cerimonia da Italia d'oggi del 25 marzo u.s.
Domenica 15 corrente Ferrara ha solennemente celebrato il 1 Centenario del­l'eroico sacrificio di Giacomo Succi, Domenico Malagutti e Luigi Panneggiarli.
Cento anni or sono, infatti, dopo le persecuzioni, le fucilazioni e le impiccagioni da parte degli austriaci, a Milano, Brescia, Como, Bergamo dei cittadini inclini e un regime repubblicano e amanti della Kb erta; dopo l'impiccagione di Don Giovanni Grioli, di don Enrico Tazzoli, di Tito Speri, di Carlo Montanari, e di tanti altri, le au­torità che occupavano Ferrara intensificarono le investigazioni per avere i nomi dei cittadini che caldeggiavano la idea mazziniana. Il centro di cospirazione di Ferrara era diventato molto importante, specie dopo l'insurrezione milanese e lombarda del 1848, e i moti culminati con l'adesione plebiscitaria della cittadinanza ferrarese alla Repub­blica Romana. Nella notte tra il 10 e VII luglio 1852 vari drappelli di croati, usciti dalla cittadella e guidati da gendarmi pontifici, invasero e perquisirono le abitazioni di nu­merosi cittadini, i quali vennero arrestati. Dai primi interrogatori risultò che gli ar­restati cacano solo colpevoli di desiderare ardentemente la libertà e l'indipendenza della Patria; ma i commissari vollero si trattasse di cospirazione contro il governo austro-papale e vollero che l'accusa fosse di alto tradimento, n consiglio di guerra pronunciava così la sua sentenza! dieci condanne a morte.
Dei condannati, sette: Vincenzo Barlaam, Aristide De Luca, Andrea Franchi Bottoni, Francesco Gandini, Camillo Mazza, Giovanni Pareschi, Gaetano Ungaretti ebbero mutata la pena di morte in quella dei lavori forzati; agli altri tre, invece, fu confermata la orribile Condanna, e il 16 marzo, alle sette e un quarto antimeridiane Giacomo Succi, Domenico Malagutti e Luigi Panneggi ani sugli spalti della fortezza caddero colpiti dal piombo austriaco. Ferrara angosciata pianse allora l'eroica morte dei suoi tre figli, ed oggi trascorsi cento anni ne ha voluto degnamente cele­brare la memoria, orgogliosa delle sue glorie risorgimentali.
Domenica scorsa, pertanto, a cura dell'apposito Comitato cittadino, sedente pres­so il Municipio, e del quale faceva parte anche la Federazione Combattenti e Reduci, si sono svolte le manifestazioni all'uopo predisposte.
Nella mattinata, dopo una Messa officiata nel Tempio della Certosa, autorità e rappresentanze di tutti gli enti cittadini e della provincia si sono recate in corteo al cippo exetto sul luogo dell'esecuzione. Quivi il Sindaco di Ferrara ha pronunciato una breve allocuzione, ricordando gli ideali dei nostri eroici padri per la libertà e la indipen­denza d'Italia. Nel pomeriggio, poi, nella bella sala dell'Auditorium Comunale, il prof. À.M. Ghisalberti, Presidente dell'Istituto del Risorgimento, ha pronunciato