Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SIRACUSA
anno
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1918
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162
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16 E. Qiaracà
la sollevazione delle Calabrie, e la meravigliosa spedizione alla volta di Napoli ne confortavano a sperare non lontano il termine dei nostri disagi e dei continui tremori.
Molte famiglie, frattanto, stanche di tollerare i danni d'una disastrosa emigrazione, spinte dal bisogno e da contratte infermità in luoghi di aria corrotta, erano dopo due mesi rientrate in patria, non vedendo prossimo un conflitto in Siracnsa, ov'anche l'assalto di questa città entrasse nei disegni del Grande Italiano. Ma dalla parte della guarnigione non rallentavasi affatto la vigilanza sulle mura e in mille luoghi: tremanti continuamente d'una sorpresa, d'un agguato; diffidenti di tutto, persino delle ombre degli alberi che all'incerto chiarore della luna parevano alle vigili scolte uomini armati, sicché una notte dierono il grido d'allarme, corse alle muraglie che guardano il fronte di terra intera la truppa, né si ritrassero prima che rassicurati che aveali atterriti niènte'altro che l'agitare degli alberi. Già occupata la riviera della Calabria, ' non comparivano più i soliti vapori che li riforniano di viveri e di monella ;Ì Mnfla notizia di Napoli li confortava, non pochi male-divanò; l'incertezza e le fatiche penose d'una perpetua vigilanza; né cessavano le nostre pratiche a rimuoverli dalla loro ostinatezza, quando un ultimo programma scritto dal signor Emilio Bufardeci incorava tutti coloro che teneano dalla parte nostra, e la sera del 29 agosto tentarono una manifestazione, il grido Viva Garibaldi ! levavasi in molti quartièri ina la soldatesca sorpresa alzò tumultuosamente il grido Viva il Re , il quale prevalse da per tutto, vivamente ripetuto, e quel tentativo /alli, con l'amara certezza d'una terribile maggioranza pronta a soffocare ulteriori tentativi.
Però la impazienza del popolo giungeva agli estremi, agi lavasi l'animosa gioventù, avida di pronunziarsi, sicché Ju deciso volgersi al generale Lo Cascio, comandante la piazza, e chiedergli risolutamente che oramai cessasse d'una inutile e tollerabile compressione.
Questo austero militare, venuto con la solita burbanza di chi serve i despoti, s'era proposto emendare la debolezza, come ei la chia-mava*, del suo antecessore maresciallo Giovanni Rodriguez, onesto
1 H di:9 luglio i generali Medici e Qlary, stipulavano una convenziono eh eliminava per Messina, lo spargimento di sangue. Iio stesso giorno, allo ore due del pomeriggio, Il generale Garibaldi entrava in Messina, esaltato dal popolo. Dopo un primo tentativo di sbarco nelle Calabrie, Garibaldi, la sera del 18 agosto, alle ore 10, dalla marina di Taormina muoveva por la Calabria, designando lo sbarco a Matite. Brano con lui J volontari sui vapori Franklin e Torino comandato onesto ultimo dal Generale. Alle oro duo del mattino, appressatesi le due navi a capo Feliaro, dopo venti minuti approdavano nel piccolo porto di Melilo. (N. d. EJ,