Rassegna storica del Risorgimento

MASNOVO OMERO
anno <1953>   pagina <315>
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Vita dell'Istituto
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Verona, in rappresentanza del Sindaco, il colonnello Mattiotti dclTU.N.U.C.1. di Man­tova ed i Sindaci di Gasalromano, dott. Valentino Frizzi e di Novale Veneto, conte Gradenigo. Subito dopo il loro arrivo, le Autorità, accompagnate dal Sindaco di Susti-nente, dal prevosto don Angelo Panizza e dai pronipoti di mons. Martini, si sono re­cate nella casa parrocchiale a visitare un piccolo museo di cimeli del Sacerdote dei Martiri, In una saletta erano infatti esposti il manoscritto dell'opera di mons. Martini il "Confortatorio.., lettere scritte dai Martìri o dai loro congiunti ed altri documenti. Successivamente, le Autorità hanno preso posto sul palco d'onore che era stato cretto nella piazza, di fianco al monumento ai Caduti: di qui, esse hanno assistito allo scopri­mento della lapide apposta in memoria del Sacerdote sul fianco della facciata della chiesa. La lapide, che reca un medaglione in bronzo raffigurante mons. Martini, è stata quindi benedetta dal Vescovo coadiutore.
Dopo il breve rito, ha parlato il Sindaco di Sustinentc, che ha ringraziato viva­mente le Autorità intervenute alla celebrazione; egli ha quindi ceduto la parola al Pre­sidente del Comitato mantovano per la Storia del Risorgimento, aw. Emilio Fario, designato quale oratore ufficiale della manifestazione.
Dopo aver rilevato che con il tributo di riconoscenza alla memoria di mons. Mar­tini giungeva a conclusione la solenne celebrazione centenaria del Martirio di Belfiore, Paw. Fario ha ricordato con commosso accento la vita del futuro Sacerdote, prima nella modesta casa paterna, poi alla scuola parrocchiale, infine nel Seminario di Man­tova, dove egli fu accolto dopo che, quindicenne, manifestò l'intenzione di avviarsi alla vita ecclesiastica; di qui ancora al suo primo ufficio di curatore di anime presso la parrocchia della frazione Sacchetta, poi a quelle di Levata e di Ostiglia dove rima­se fino al 1849 anno in cui fu chiamato a reggere le sorti del Seminario; infine alla par­rocchia della Cattedrale di Mantova ed alla carica di Abate di San Barbara, dove ri­mase fino alla morte. Dopo aver rilevato come l'opera e l'apostolato di mons. Martini siano stati sempre caratterizzati da uno spirito inconfondibile di carità, d'amore e di fede, l'oratore ha rievocato brevemente gli avvenimenti storici e politici che creando le premesse dell'unificazione d'Italia, determinarono l'evolversi del sentimento popolare sfociato nella congiura di Belfiore. " Dalle vicende dolorose ed eroiche della congiura i egli ha detto trasse mons. Martini il suo grande libro il * Confortatorio ', che racchiude le ultime effusioni delle anime dei Martiri di Belfiore . L'aw. Fario ha pro­seguito mettendo in evidenza l'alto significato morale ed umano del diario di monsi­gnor Martini che, superati i confini dell'Italia stessa, diventò messaggio di perdono e di misericordia per l'umanità intera. Ricordato quindi il sacrificio di Belfiore e la su­blime grandezza dei condannati di fronte alla morte, egli ha sottolineato l'opera di carità e di pietà che mons. Martini, assolta la sua dolorosa missione di confortatore, svolse perchè ai Martiri, fosse concessa onorata sepoltura. A conclusione della sua ap­passionata orazione l'aw. Fario ha espresso la speranza che il ricordo dell'Olocausto glorioso, tramandato nel messaggio di fede del "Confortatorio,, affretti tra gli no­mini il superamento degli odii che ancora li dividono, in uno spirito nuovo di fratel­lanza, d'amore e di giustizia.
Dopo il presidente del Comitato mantovano per la Storia del Risorgimento, che è stato calorosamente applaudito, ha preso la parola Fon. Avanzini. Rievocata la gran­dezza di Belfiore nella storia della libertà d'Italia, egli ha sottolineato il profondo si­gnificato morale ed umano dell'opera di mons. Martini, ricordando come egli abbia aiutato i Martiri a superare il dolore ed a vincere la morte ed abbia successivamente immortalato il loro sacrificio nel suo " Confortatorio , dimenticando nel tracciare le pagine del libro il suo compito di storico fedele per abbandonarsi verso le sfere più. alte del sentimento. " Don Martini egli ha detto è stato non solo storico fe­dele, ma anche un poeta; un poeta che ha operato un miracolo: le sue pagine si accostano alla vita ed alla morto, nella luce grande di una conciliazione, la concilia­zione tra una angosciosa rinuncia ed una sublime rassegnazione . L'oratore lui quindi proseguito: "... nell'ora che incombe minacciosa sul mondo vorrei avere una