Rassegna storica del Risorgimento

MASNOVO OMERO
anno <1953>   pagina <321>
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Vita dellIstituto
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Dinnanzi al monumento a Montanari, ornato di fiori, il corteo sì è disposto per ascoltare le parole del Sindaco. Ài piedi del bronzo, sono state deposte corone di al­loro, con i nastri del Comune, dell'Amministrazione provinciale, della sez'one vero­nese dei gruppi mazziniani e dei monarchici. Il sen. liberti ha esaltato, con umane e sincere espressioni, il patriota ed il suo sacrificio. Montanari seppe illustrare Verona e
I Italia, offrendo se stesso in olocausto ha detto il Sindaco in un momento sto­rico nel quale ben dura era la cospirazione in una città ed in una zona che l'austriaco possedeva agguerritissimo e forte quanto mai per le opere create nel sicuro proposito di impedire quella patria riscossa che dal Piemonte aveva preso le mosse e che ristava
al momento dell'eccidio di Belfiore nell'attesa vigile, dopo l'abbai timento e la sconfitta per rinascere e compiersi. L'Austria trionfava, e proprio allora i patrioti tennero alto la fiaccola della libertà e dell'amor patrio. Montanari, serenamente affron­tò il sacrificio; nessuna parola che potesse rilevare alcunché del movimento cospira­tolo, usci dalle sue labbra; a nulla poterono gli allettamenti, le in inuccic, il patibolo.
II piombo smorzò una preziosa esistenza, fermò un grande cuore. Ci resta il ricordo di un sublime sacrificio, l'esempio di una nobilissima offerta.
Vivi applausi hanno salutato le commosse parole del sen. Uberti, ed il corteo
formato nuovamente ha percorso via Leoni, via Leoncino via Mazzini, Piazza Erbe, per portarsi al Palazzo Forti, dove sono stati aperti il Museo veronese del Risor­gimento e la Galleria d'Arte moderna. Le autorità hanno visitato le sale: accuratamen­te sono stati raccolti e disposti cimeli e ricordi d'ogni genere del periodo risorgimentale, unitamente ai manifesti ed ai proclami dell'epoca. Sono pagine di storia viva che si aprono dinnanzi all'attento osservatore, con immediatezza e forza espressiva. Nel cortile del palazzo, presenti le autorità ed una folla di studenti, il prof. Antonio Avena ha pronunciato il discorso celebrativo di Montanari, inquadrando la sua figura nella visione storica e politica degli avvenimenti che precedettero il sacrificio di Belfiore. La profonda analisi del prof. Avena ha riscosso alla fine nutriti consensi. La mattinata si è conclusa con la visita olle sale della Galleria d'Arte.
Nel primo pomeriggio tre autopullman hanno lasciato la città per condurre le autorità, il Sindaco e signora, il Prefetto e signora, mons. Albrigi vicario generale, l'aw. Cavalla per la Provincia, il Provveditore agli studi prof. Zannoni, il prof. Per­dona, presidi delle scuole cittadine, nonché rappresentanze di associazioni patriotti­che con bandiere, le studentesse del collegio provinciale con i professori Pettcnella e Mattifogo, alla valletta di Belfiore dove nella mattinata si era svolta una impo­nente manifestazione ad iniziativa del Provveditorato agli Studi di Mantova; 530 alun­ni delle scuole veronesi vi avevano preso parte e hanno sostato fino al pomeriggio in attesa dell'arrivo delle autorità veronesi.
Preso posto, queste, sui gradini dell'erma che ricorda il sacrificio dei martiri, vigili urbani e valletti della Provincia in uniforme settecentesca hanno deposto due grandi corone di alloro, rispettivamente per il Comune-di Verona e per l'Amministra­zione provinciale. Il sen. Uberti ha quindi invitato a prendere la parola l'aw. Cavalla, oratore ufficiale. L'aspetto della folla convenuta nel luogo sacro addobbato con ban­diere era d'avvero grandioso. L'aw. Cavalla ha posto in risalto la figura del Montanari "persona intollerante dell'oppressione austriaca, esempio tipico di cittadino sulla cui tomba io avrei voluto scrivere ' solo contro l'Austria ', perchè Montanari ha di­mostrato come nulla possa l'impero più agguerrito contro la tenace volontà di un uo­mo ,.. Cavalla ha proseguito ricordando i nobili natali di Carlo Montanari e la predi­lezione per la vita del lavoro in contrasto con la fortuna di cui avrebbe potuto godere. " Comprese che il suo era il tempo dell'azione e a questo si diede con tutta l'ansia e l'impeto del suo cuore generoso . L'oratore* accennato alle vicende della cospirazione ed alla conclusione del patibolo, ha avvicinato la figura di Montanari a quelle dei grandi eroi del Risorgimento, concludendo con raffermare assai applaudito '* nulla può la forza dell'oppressione contro la tenacia e la forza delle idealità.,.