Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SIRACUSA
anno <1918>   pagina <163>
immagine non disponibile

Lo sgombro dette truppe borboniche da Siracusa nel 1860 103
uomo, e che lasciò di sé vivo desiderio tra noi. Cominciava con le asprezze e con rigorose misure. Ma, o fosse influenza di questo cielo, ovvero che la pubblica opinione impónesse su lui, smetteva i modi severi, raddolciva la sua durezza, volle da ultimo mostrarsi più amico che oppressore dei Siracusani, che pur serbarono non alterato il loro contegno, e poterono coi fatti dimostrargli che niuna simpatia poteva affatto congiungerli a ministri d'un governo sfascialo e maledetto. M giorno 31 agosto una Commissione composta dei sconsoli delle estere Nazioni presenta vasi a lui in nome dei popolo, per lasciare che si costituisse Siracusa come tutla Sicilia, quando persone reduci da Messina annunziavano la capitolazione della cittadella. Falsa era questa notizia,1 era un inganno onde muoverlo a cedere, ed ei rispon­deva esser pronto ad arrendersi alle esigenze della popolazione, ma che, incerto delle intenzioni della guarnigione, reputava conveniente che non di tratto, ma a pìccoli passi (come diceva in senso inverso il D'Angiò all'annunzio dei Vespri) si procedesse. Questa risposta fu un grande incentivo : impazienti d'indugio cominciarono a tentare, a provocare la truppa, e ni quello un nuovo genere di attacco che produsse mirabi­lissimo effetto. Quanti soldati e sotto ufficiali incontravamo per via, erano da noi ritenuti, abbracciati, invitati col bacio dell'amore ad ac­clamare la libertà; e quelli, sorpresi del nostro fervore, rispondevano al grido, si univano con noi. Ingrossata la folla si corse ai quartieri. Era quello un cimento, incerti del successo* ma oramai' era in tutti la risoluzione di sfidarlo. E nei quartieri il grido d'Italia echeggiò rumoroso. Balenarono le coccarde, centinaia di fazzoletti tricolori agi-taronsi in aria* fu una sorpresa per noi, un lungo grido d'entusiasmo, un ricambiare di baci, d'anbracciamenti, di lacrime. Al grido unanime del popolo e dei soldati, rispondeva lo scampanio, il rumore si pro­pagò in tutti i punti;- l'undecimo di linea era nelle nostre braccia. Giorno memorabile fu quello, e certo niuh paese offri mai spettacolo si commovente e si bello. Gli uffiziali più restii non resistettero a tanto trasporto 9 seconda vaio il Generale, salutato ed acclamato da mille voci­li colonnello signor Galluppi, figlio del celebre filosofo, ei che tanto s'era cooperato a diffondere nelle compagnie l'entusiasmo della libertà, a vincere la dura ostinatezza dei soldati, fu strepitosamente plaudito, menato in trionfo sulle braccia del popolo, ottenne la più cordiale, la piS Tomorosa ovazione che gli strappò le lacrime dal
1 La capitolazione avvonàe U ctì 12- marzo 1861. (. .-Mjr.