Rassegna storica del Risorgimento
1798-1799 ; ISRAELITI ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
anno
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1953
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pagina
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327
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H FONTI E MEMORIE H
I GLI EBREI NELLA REPUBBLICA ROMANA
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La storia della troppo spesso dimenticata Repubblica romana del 179899 presenta tutta una serie di aspetti e problemi estremamente interessanti. Uno di questi è indubbiamente costituito dall'atteggiamento degli ebrei verso lo Stato pontifìcio, prima, nell'ultimo venticinquennio del secolo XVIII, e verso la Repubblica, poi, nel 1798-99.
Il procedere degli avvenimenti dimostra inequivocabilmente come anche gli ebrei abbiano partecipato in questo periodo al più vasto movimento di formazione di una coscienza nazionale italiana, che dalla cultura si indirizza verso 1*azione politica. Anche, e specialmente, si potrebbe dire, per Roma si dimostra particolarmente valida l'affermazione di Arnaldo Momigliano: ... la storia degli ebrei di qualsiasi città italiana in genere, è essenzialmente appunto la storia della formazione della loro coscienza nazionale italiana. Né si badi, questa formazione è posteriore alla formazione della coscienza nazionale italiana in genere, in modo che gli ebrei si sarebbero venuti ad inserire in una coscienza nazionale già precostituita. La formazione della coscienza nazionale negli ebrei è parallela alla formazione della coscienza nazionale nei piemontesi o nei napoletani o nei siciliani: è un momento dello stesso processo e vale a caratterizzarlo. Come dal XVII al XIX secolo, a prescindere dalle tracce anteriori, i piemontesi o i napoletani si sono fatti italiani, così nel medesimo tempo gli ebrei abitanti in Italia si sono fatti italiani. Il che naturalmente non ha impedito che essi nella loro fondamentale italianità conservassero in misura maggiore o minore peculiarità ebraiche, come ai piemontesi o ai napoletani il diventare italiani non ha impedito di conservare caratteristiche regionali.*) Movimento di formazione di una coscienza nazionale italiana che, a sua volta, ha fatto sì che si verificasse contemporaneamente un processo di assimilazione così profondo e così rapido, da dimostrare inequivocabilmente come solo la segregazione e la condizione di inferiorità imposta per secoli agli ebrei avesse impedito sino ad allora il naturale sviluppo in questo senso e avesse imposto loro molti di quei caratteri che passano per essere dovuti alla razza. Il processo di assimilazione degli ebrei italiani fu d'altro canto particolarmente rapido e completo proprio per il carattere specifico che assunse la coscienza nazionale italiana, nata dal superamento del particolarismo municipale e del cosmopolitismo cattolico e quindi a carattere nettamente laico, favorente pertanto al massimo la nazionalizzazione degli ebrei e la loro dÌBebrcizzazione.
Per comprendere questo processo, è necessario rifarsi brevemente alla situazione delle Comunità dello Stato pontificio negli anni precedenti la Repubblica ed in genere degli ebrei dopo la Rivoluzione francese.
i) Cfr. A. MOMIGLIANO, cenatone a Gli Ebrei tu Venezia di C. Bora, in Nuova Italia, J933, IV.