Rassegna storica del Risorgimento

1798-1799 ; ISRAELITI ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
anno <1953>   pagina <328>
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Renza De Felice
Attilio Milano, nel suo stadio sulle condizioni economiche degli ebrei romani durante il periodo del ghetto, centra perfettamente il problema quando afferma: il passo che dalla soggezione condusse però gli ebrei alla libertà, fu aspro e lungo, e per tutto il Settecento la comunità di Roma ci farà assistere a una lunga terribile lotta per l'esistenza, combattuta contro le opprimenti condizioni economiche in cui precedentemente era stata ridotta dal Vaticano. E questa lotta sarà ancora più penosa dopo la seconda metà del secolo, quando gli ebrei sentiranno venire dagli altri paesi l'eco del movi­mento riformatore, che, sorto come reazione all'antico regime dispotico, aveva finito per abbattere quelle barriere che ancora dividevano individui da individui, *)
H problema fa, infatti, sostanzialmente perno su questi due punti: la dura, terribile lotta per la vita degli ebrei dello Stato pontificio da una parte, e, dall'altra, la nuova concezione dell'uomo e dei rapporti tra individui affer­matasi, dapprima in sede teorica, morale e poscia anche in sede politica, giuridica, in altri paesi.
Sebbene l'inumano regime vessatorio sopportato durante tanti secoli avesse sviluppato tra gli ebrei abitudini morali che li rendevano effettivamente stranieri alle nazioni dove abitavano, il movimento di emancipazione sette­centesco ebbe anche tra essi ripercussioni enormi. Il pensiero israelita si orientò verso nuove forme, verso nuove soluzioni. z> Tre correnti ebbero particolare importanza, il chassidismo,3) Fhaskalàh *' e quella dell'emancipazione e quindi dell'assimilamento: movimenti diversi per origine e contenuto, in cui si affermava, però, la volontà di uscire dal mondo chiuso delle persecuzioni sociali nel quale si svolgeva la vita ebraica, di trovare il modo di liberarsi dal ghetto e di non sentire più il galuth.
Se le comunità in quanto tali non parteciparono attivamente all'azione-rivoluzionaria, molti ebrei furono, però, nelle prime file della lotta. In Francia li troviamo attivi nel movimento rivoluzionario e persino tra i rappresentanti del popolo nelle assemblee nazionali.
Dalla rivoluzione gli ebrei ottennero per la prima volta i diritti civili (con i decreti del 28 gennaio 1790, del 7 agosto 1790 e del 27 settembre 1791), venendo assimilati a pari diritti e doveri agli altri cittadini,'alla sola condi­zione di prestare giuramento civico. Condizione alla quale la grande maggio­ranza si sottomise di buon grado, dimostrandosi in ogni occasione buoni citta-
" Cfr. A. MILANO, Ricerche sulle condizioni degli ebrei a Roma durante la clausura del Ghetto, Città di Castello, 1931, p. 27.
V Cfr. D. LATTE, Correnti ebraiche del secolo XVIII, in Rassegna mensile di Israele, 1931, XII.
Al secolo XVIII va fatta risalire Falba della moderna storia di Israele. In miei BC-eojo s'iniziano o si preparano quei molivi ideologici e quello correnti di pensiero da cui è risal­tato in gran parte, come naturale prodotto e svolgimento, l'atteggiamento preso nel secolo successivo dagli ebrei di franto al proprio problema.
3) Aspirava alla rinascita spirituale sulta base della vecchia cultura ebraion, contro il senso d'oppressione e d'esilio. Fiorì nell'Europa orientale.
*) Sorta dì Illuminismo ebraico, tendente a portare nel ghetto la cultura europea e alla assimilazione culturale come unico mezzo per risolvere il problema, risollevando la dignità ebraica, e conquistare i diritti negati. Era contro l'ebraismo talmudico, per quello biblico; anch'esso contro il senso dell'esilio. Fiorì nell'Europa occidentale e particolarmente in Ger­mania; dai 1783 al 1811 ebbe come organo il Meassfif.