Rassegna storica del Risorgimento
1798-1799 ; ISRAELITI ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
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1953
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Gli ebrei nella Repubblica romana del 1798-99 329
dini e patrioti zelanti. Anche laddove il fanatismo e il misoneismo di certe masse popolari più. arretrate, quasi sempre sobillate dal clero refrattario, provocò turbolenze ai loro danni (alle quali, d'altra parte, il governo rivoluzionario pose freno subito con i decreti del 28 settembre 1789 e 16 aprile 1790, con i quali li mise sotto la salvaguardia dell'Assemblea ed ingiunse alle municipalità e alla guardia nazionale di proteggerli) e quando, durante il Terrore, furono soggetti a persecuzioni antireligiose. *) Gli avvenimenti dimostrano la piena validità dell'affermazione di Robespierre: Les vices de juifs nais-sent de Pavilissement dans lequel vous les avez plongés, ils seront bons quand ils pourront trouver quelque avantage à Tètre. Dopo il Termidoro la partecipazione degli ebrei alla vita pubblica francese e dei paesi governati da Parigi non ebbe più un carattere eccezionale e ciò contribuì grandemente a trasformarli e a penetrarli dello spirito dei tempi. La participation à la vie publique par des dons patriottiques, par des cérémonics religieuses à l'occasion des grands événements, par l'exercice des fonctious municipaies ou autres, par des contaets de plus en plus fréquentcs avee les autorités pour régler les questions soulevées à propos de faits d'émigration, de marchés de fournitures, d'achat de biens nationaux ou à tout autre sujet au fur et à mesure que les règles administratives se maultipliaient et se précisaient.. agissaient donc puissement après les ébranlements subis pendant la Terreur, pour transformer les juifs, les depouiller de leurs vieilles coutumes et les identifier avee les autres francais. 2)
Le parole di uno dei notabili ebrei riuniti a Parigi da Napoleone nel 1806, secondo il quale gli ebrei francesi non costituivano ormai più una nazione, non erano un'affermazione di principio, ma la constatazione di un dato di fatto, dell'ormai avvenuta assimilazione degli ebrei al resto del popolo francese.
Tra le varie comunità israelitiche occidentali le tre principali dello Stato pontificio (Ferrara, Roma, Ancona), nel quale il problema ebraico continuava ad essere visto ancora ed esclusivamente sotto l'aspetto religioso, al contrario degli altri paesi dove si veniva trasformando in questione morale ed economica, erano, al momento dell'arrivo dell'esercito francese liberatore. indubbiamente quelle in peggiori condizioni. La popolazione ebraica, a Roma in particolare, era sottoposta ad incredibili ed inumane sopraffazioni, ad un esoso fiscalismo e mantenuta in un avvilente stato di inferiorità.
Nel ghetto di Roma vivevano circa 4000 ebrei oltre i quattro anni (la popolazione complessiva ammontava, secondo le Notizie per l'anno 1798, a 166.280 abitanti), in gran parte popolino, le cui condizioni di vita possono essere riassunte in qualche cifra.
La popolazione professionalmente attiva era, grosso modo, ripartita cosi: commercianti 77 , artigiani 13 , servitori, spazzini, facchini, ecc. 5,9 , impiegati e liberi professionisti 3,9 . Dove si intendono per lavoratori dell'artigianato i fornai, sarti, cappellai, materassai, muratori, carrettieri, Setaioli, e simili:, per lavoratori del commercio i robivecchi (24,7 ), i mereiai
l'), Per le numerose prove di civismi e di attaccamento alla Repubblica degli ebrei francesi dir, B. AWCHEL, NapoUòn et Un Jutfr, Paria, 1928, pp. 28-30. ) Idem, p. 34