Rassegna storica del Risorgimento
1798-1799 ; ISRAELITI ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
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Gli ebrei netta Repubblica romana del 1798-99 337
ebrei non potè che stimolare ancora d'i più la violenza della plebe. Già il 12 febbraio si verificarono nuovi incidenti, un cbico fu proditoriamente aggredito e percosso sul cancello del ghetto e quindi questo fu assediato per altri tre giorni. ''
Negli anni successivi i rapporti ebrei-governo pontificio perdurarono tesi; ogni tanto si verificarono incidenti, anche se tutti di scarsa importanza. Come quando, durante il Purim del 1796, avendo l'autorità voluto imporre una riduzione dei soliti festeggiamenti, un gruppo di giovani ebrei per protesta inscenò una manifestazione irridendo pubblicamente ai preti e alla religione cattolica.
Nel giugno 1797, infine, uno dei più importanti e ricchi membri della comunità romana, FAscarelli, fu uno degli organizzatori della nota congiura contro il governo. Arrestato, sfuggì solo grazie all'intervento dell'ambasciatore francese, Giuseppe Bonaparte, che, forte delle concessioni ottenute col trattato di Tolentino, reclamò la liberazione dei congiurati, tra i quali erano altri due ebrei, tali Zevi e Ambron.
Né l'intelligenza con i francesi è un fenomeno puramente romano: l'Archivio del tribunale del Governatore ci offre tutta una serie di dati circa un tentativo di rivolta per instaurare in Ancona, nel 1796, un regime repubblicano filofrancese, tentativo al quale parteciparono molti ebrei, che, anzi, vi ebbero parte cospicua. *' Dai ristretto del processo apprendiamo che gli ebrei erano quelli cui più d'ogni altro importava la venuta dei Francesi, sulla speranza di poter così scuotere il giogo della loro schiavitù, credendosi eguali ai cattolici, sull'esempio della nazione ebraica di Ferrara e particolarmente i più ricchi ebrei del ghetto, sospetti che potessero li divisati ebrei somministrare ai menzionati partitanti francesi delle grosse somme per subbornare il basso popolo e trarlo al di loro partito. Ed infine, sulla base sempre di detto ristretto, possiamo ritenere che almeno alcuni di essi fossero in contatto con i Francesi. Leggiamo a questo proposito che Sanson Costantini, che, oltre all'essere gravato dagli indizi generici che concorrono contro gli altri, resta maggiormente convinto di aderenza colli Francesi, avrebbe, con tre testimoni, de' quali rimane similmente provata la buona fama e qualità, affermato, lagnandosi delle ingiustizie che intendeva si commettessero dalli Giudici del Consolato di Ancona contro la Nazione Ebraica, che già era stato dato parte di tali ingiustizie al Direttorio di Parigi. Denotando con ciò che avesse qualche segreta intelligenza collo stesso Direttorio, o con qualche Ministro di esso. Gli altri ebrei implicati nel processo furono: David Morpurgo, Isacco Rodriguetz, Sabba timi Seppilh, Giuseppe Vita Coen, Abramo Salvatoris Consoli, David Sansonis Consoli, quasi tutti ricchi ed influenti nella comunità.
Una comunità come quella di Ancona, nella quale figuravano i più ricchi ebrei dello Stato, discendenti dei levantini, non poteva ovviamente non essere coi suoi membri in prima fila nella lotta contro il potere temporale dei Papi, per la libertà e l'emancipazione. Ancor meglio lo si vide di lì a poco, nel febbraio 1797, quando i francesi entrarono in Ancona. Sanson Costantini,
0 Cfir. E. SERENI, L'assedio dd Ghvtio di Roma noi 1793 meliti memori* di un conttfn-paranco, in Rassegna mentilo d'Israda, 1935, II t HI. *) Gfr. C. TBASSKLU, Op. nti.