Rassegna storica del Risorgimento

1798-1799 ; ISRAELITI ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
anno <1953>   pagina <340>
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Renzo De Felice
L'ordine di togliere il sedizioso distintivo fu sfruttato in senso vieppiù eccitatore dai clericali. Pasquino unì la sua voce a questo coro:
Santo Padre e Pastor benigno e pio? è legge antica più dcr Culiseo che porti lo sciamanno ogni giudio. e strilli sempre per le strade: eòo.
Se questo è vero, Santo Padre mio, è tutto er ghetto diventato reo, perchè credente in verità de Dio, che è già sparito lo sciamanno ebreo.
Bìgia pe" questo castigala un poco, acciò Vommini L'abbiati sur funghetto, e le donne sur collo o in altro loco.
Che se mai nun lo portin pe' dispetto, abbasta che voi dite, date foco, che noi faremo er focaraccio in ghetto.
Il 25 febbraio la plebe sanfedista scese in aperta rivolta, inizialmente contro gli ebrei. Al grido di Viva Maria, Viva il Papa i rivoltosi percor­sero le vie della città massacrando ebrei, patrioti e francesi e tentarono di incendiare il ghetto. *) Molti ebrei furono gettati vivi nel Tevere. 2) Il saccheggio doveva incominciare dal quartiere degli Ebrei, e poi continuare in tutta la città. 3) Gli stessi atti ufficiali pontifici della restaurazione con­cordano nel riconoscere che molti furono gli uccisi e feriti francesi, polacchi e giacobini ebrei. *) E tutto ciò in difesa della religione cristiana... Dopo due giorni di disordini i falsi devoti furono ridotti all'ordine e i caporioni, laddove non riuscirono a fuggire, furono puniti.
Il carattere provocatorio della manifestazione si desume dalle compia­ciute parole con cui uno dei maggiori esponenti della Curia romana del tempo, il card. Sala, ci ha trasmesso la narrazione degli avvenimenti di quei due giorni: ... alla testa dei Tumultuanti vi erano tre preti, anzi tre parroci col Crocifisso, che questi presentandosi a vari quartieri civici, predicavano di­cendo: 0 ferite questo Cristo, o depositate le armi; che per mezzo di simile stratagemma li tumultuanti eransi impadroniti di un buon numero di fucili, e che armati di essi, di pugnali, stili eccetera, andavano processionalmentc gridando: Viva Gesù, Viva Maria, avendo alla testa sempre detti preti."
Pur trattandosi sicuramente, come si è visto, di una provocazione pre­parata dal clero e da esso condotta, il governo repubblicano si rendeva ben conto come il pregiudizio pseudo religioso, anti-ebraico costituisse un'arma
1) Cfir. 6. A. SALA, op. eit., I, pp. 5(1-59.
2) Cfir. Memorie dell'avvocato Antonio Galimberti dell'occupazione francese in Roma dal 1798 al 1802, intra, nella Biblioteca nazionale Vittorio Emanuolo II d! Roran, 44-45, alla data del 25 febbraio 1798.
M Cfir. Monitore Romano, 1798, a. Ili, alla dota del 26 febbraio. 4) Cfr. Atti del processo contro P. Àscarélli e HnrnITnel, in Archìvio di Stato, Roma, basta 5, 45.
6) Cfr. C. A. SAT.A, op, eit., I, p. 60.