Rassegna storica del Risorgimento

1798-1799 ; ISRAELITI ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799)
anno <1953>   pagina <343>
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Gli ebrei nella Repubblica romana del 1798-99 343
sioni che lo circondano, lo insidiano e il più delle volte lo vincono; la soia Religione può fermare le varianti opinioni degli nomini e farne di tante una sola, e questa ha inoltre ad essere necessariamente unica e sola dato che i vari motivi delle varie religioni sono differentissimi e in contraddizione tra essi. Se si ammetteranno nella Repubblica Atei, Deisti, Epicurei, Mus­sulmani, Ebrei, Cristiani, e quanti altri trovatisi di differenti religioni, po­tranno mai unirsi li intelletti e i cuori di questi per il bene della Patria? . Considerazioni dalle quali faceva scaturire come conseguenza, che essendo questo un paese cattolico ed essendo il Cattolicesimo a detta dei filosofi la religione più adatta per consolidare la democrazia, non potevano sussistere dubbi su quale dovesse essere l'unica religione della Repubblica romana. *)
< Nicio Eritreo,2) a nome dei gruppi più avanzati, replicava, nella sua Grammatica Repubblicana, sostenendo esplicitamente che senza libertà di culto non esiste libertà, non esiste Repubblica, ma solo tirannia. Per scuotere il giogo dei pregiudizi religiosi succhiati col latte materno bisogna far ricorso ai mezzi della persuasione e della verità, come fece Cristo; col ferro e col fuoco non si hanno conversioni; a questi hanno fatto ricorso per secoli i papi, ma allora perchè dolersi al contempo delle persecuzioni subite ad opera degli imperatori pagani? Odiate voi l'Ebrei non per altro motivo, se non perchè osservano e professano un diverso culto del vostro. E sarà questo motivo giusto e sufficiente per vilipendere, strapazzare e tenere in schiavitù tante infelici creature, che non hanno veruna colpa? Ben voi sapete, che il nascer Turco, Ebreo, o Cristiano è puro caso. Or come avete cuore di odiare quelle persone, che per mero accidente sono nati in una Religione della vostra di­versa. Anche voi potevate nascer Ebrei, Maomettani, Gentili. E se tali nati voi fussivo, vi piacerebbe che per questa causa foste o villipesi o maltrattati?. E concludeva: bisogna togliere dalla Repubblica tutti i semi e le cause d'odio, fonti di odii, lotte, sedizioni, ammettere e introdurre la tolleranza dei Culti, educare i bambini a rispettare qualsiasi forma religiosa. E non basta la sola tolleranza: bisognate estirpare a poco a poco da ogni città qualunque pubblica dimostrazione, e qualunque segno denotante una maggior parzialità verso un Culto, che l'altro; non finanziare alcun culto, non permettere pubblici spettacoli religiosi (che possono provocare reazioni ed incidenti) e così pure società religiose segrete (che possono provocare sospetti di cospirazioni contro la pubblica tranquillità). I ministri dei. vari culti devono essere ammessi ai pubblici impieghi e all'esercizio delle arti liberali (perchè possano vivere senza gravare sui fedeli; perchè non siano oziosi; per non distruggere l'eguaglianza tra i cittadini). *)
La conclusione fu che né la Dichiarazione dei Diritti e dei Doveri dell'Uomo e del Cittadino né la Costituzione, al contrario delle altre, cispadana, cisalpina, ligure, oltre quella francese termidoriana che aveva servito di modello per tutte, accennarono minimamente al problema dei culti religiosi. Gli ambienti clericali insorsero subito, affermando, come fa il Sala nel suo Diario alla data del 17 marzo 1798,ohe vi era pericolo che la
0 Cfir, P. P. BACCINZ, Della Vara Democrazia. Parte V, pp. 139-149. 2) Per la poieraiwa nulla vera identità di Nicio Eritreo cftu D. CAMTZMOBI, Utopisti 9 riformatori italiani* Firenze, 1943, pp. 83-34 noto.
3j Cfr. Nicro EHITBEO, Grammatica Repubblicana* Gap. IV, pp. 22-38.